Sgomberata la Baden-Powell. La struttura ora è inaccessibile

Posizionate grate alle finestre e sbarrati tutti i varchi
Il blitz è scattato poco dopo le 6.30 di ieri mattina. In via Tommaso Grossi, mentre la città iniziava a risvegliarsi, sono arrivati agenti della Questura, carabinieri e vigili urbani.
In tutto una cinquantina di uomini. La circolazione stradale è stata interrotta per alcuni minuti e le forze dell’ordine sono entrate nella Baden-Powell dando inizio al “giorno più lungo” per gli abitanti dell’ex orfanotrofio diventato, ormai da tempo, rifugio per sbandati e senzatetto. Un vero e proprio buco nero in centro città scenario, nel recente passato, di violente risse tra i “residenti”.

Nel grande complesso la polizia ha trovato 4 stranieri in regola con il permesso di soggiorno, che sono stati immediatamente fatti uscire e allontanati. Subito dopo sono iniziate le operazioni per sigillare, definitivamente, ogni possibile varco d’accesso alla struttura. Per tutta la mattinata gli operai incaricati dall’assessorato all’Edilizia pubblica hanno lavorato per montare un enorme portone di sbarramento all’accesso principale del complesso. D’ora in poi si entrerà soltanto dopo aver citofonato e rigorosamente a piedi. Nessuna auto potrà più parcheggiare all’interno dove, va ricordato, ci sono ancora 3 appartamenti in affitto oltre ai locali occupati da 4 associazioni e alla sede della Circoscrizione 5.
Gli uomini al lavoro hanno successivamente provveduto a chiudere, con grate in metallo saldate al muro, ogni possibile varco dall’esterno e anche gli ingressi interni ai vari edifici dell’ex orfanotrofio. Sbarrate poi le finestre e le porte e sprangati i pertugi ricavati dai disperati per entrare nell’area.
Nei cortili interni, lo spettacolo che si è presentato a poliziotti e addetti del Comune era impressionate. Dai resti della cena, ancora galleggianti in una pentola sporca lasciata sotto un portico insieme ad altre stoviglie, ai vestiti e ai materassi utilizzati per la notte e gettati in ogni angolo. Ovunque panni stesi ad asciugare.
Sporcizia, rifiuti, carcasse di biciclette, televisori ed elettrodomestici a corredo del degrado generalizzato trasmettevano all’ambiente (insieme anche un enorme cespuglio trasformato in toilette) un aspetto irreale.
«Abbiamo eseguito questa operazione, già programmata da giorni, in piena collaborazione con le altre forze dell’ordine e con il Comune – ha detto il questore di Como, Michelangelo Barbato, arrivato in città all’inizio di ottobre – All’interno abbiamo trovato poche persone e tutte in regola». Con ogni probabilità «i sopralluoghi fatti nei giorni passati – aggiunge sempre il questore – devono aver messo in allarme i residenti abituali, circa una cinquantina, che non si sono fatti trovare». Nei prossimi giorni, intanto, «continuerò a studiare la situazione – aggiunge Michelangelo Barbato – anche per analizzare altre aree a rischio presenti in città». Nel pomeriggio si è anche provveduto a ripulire l’intera area dai detriti e dalle tracce di vita quotidiana disseminate ovunque dai disperati che si sono alternati nell’“hotel Baden-Powell”. L’intervento si è protratto per gran parte della giornata. Le risorse messe a disposizione per le operazioni di sgombero, pulizia e chiusura – circa 12mila euro – sono state recuperate dall’assessorato cittadino all’Edilizia.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Nel complesso di via Grossi la polizia ha trovato 4 stranieri in regola con il permesso di soggiorno che sono stati immediatamente fatti uscire e allontanati. Subito dopo sono iniziate le operazioni per sigillare ogni varco d’accesso alla struttura. Per tutta la mattinata gli operai incaricati hanno lavorato per montare un enorme portone di sbarramento all’accesso principale del complesso

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