Shakespeare a Erba conta sulla Cariplo per il prossimo anno

altCartelloni – Si lavora alla nuova stagione teatrale all’aperto del Licinium intitolata al bardo inglese, ma rimane l’incognita dei finanziamenti del bando da 7 milioni

Non c’è solo Como – in lizza il campus universitario nel parco del San Martino o in alternativa il restauro di Villa Olmo – ad attendere con trepidazione il verdetto della Fondazione Cariplo sul bando da 7 milioni “Interventi emblematici”. Dovrebbe arrivare entro Natale e l’attesa è diventata spasmodica. Ma in lista d’attesa ci sono anche Erba e William Shakespeare. Sì, perché al grande bardo inglese la città brianzola si è legata nel segno del teatro all’aperto “Licinium”, di cui si

celebra nel 2013 l’ottantacinquesimo compleanno assieme al XX anniversario di fondazione della Accademia dei Licini, l’associazione non-profit che ne ha assunto dal 1993 la direzione artistica.
«Il nostro progetto – spiega il sindaco Marcella Tili – ha una valenza altissima dal punto di vista sociale e della promozione del turismo. Chiediamo alla Cariplo 1,8 milioni, per il restauro della scalinata del Monumento ai Caduti del padre del razionalismo Giuseppe Terragni in collaborazione con il Rotary, e per il restauro di Villa Candani dove sono previste la sede dell’Accademia dei Licini e l’istituzione di una scuola di “scenografia virtuale” con un erbese che si è distinto a livello mondiale, come il grande scenografo Ezio Frigerio».
E il parco del Licinium che ospita le stagioni shakespeariane? «Sono previste la sistemazione dei percorsi pedonali e l’installazione di un nuovo impianto luci. Il progetto è già stato finanziato in questo caso e quindi partirà comunque, in tempo utile per consentire lo svolgimento della stagione estiva al Licinium – dice il primo cittadino di Erba – Ma noi ci auguriamo che la Fondazione Cariplo dimostri sensibilità»
Ci spera anche la presidente dell’Accademia dei Licini, Luisa Rovida De Sanctis, che con il regista e direttore artistico della stagione del Licinium, John Pascoe, lavorerà anche sotto le feste per preparare il progetto del 2014. Dopo La dodicesima notte in scena quest’estate, l’anno prossimo vedrà in cartellone un’opera ancor più impegnativa. Per ora top secret il titolo. «Il problema annoso del Licinium è il reperimento di fondi, speriamo che i lavori di restauro del parco possano essere completati entro la primavera – dice la presidente – Lanciamo un appello anche ai privati e alle aziende del territorio per sostenerci, anche se capisco come con la crisi abbiano altro a cui pensare e la cultura sia la prima voce di bilancio a essere sacrificata in tali casi. Ma questo è un problema endemico dell’Italia, non della sola provincia comasca».
Il Licinium può ospitare 500 persone all’aperto in platea (meteo permettendo, la grande incognita di ogni estate), e la stagione costa in media 130-140mila euro, con un “peso” sul totale del 40% circa a carico del service che si occupa di impianto audio e impianto luci. A ogni stagione, gli spettacoli totalizzano 6mila spettatori in media, con 35-40 persone al lavoro tra attori e tecnici, tutti volontari a parte i pochi attori professionisti coinvolti dato che una delle caratteristiche della scena erbese è valorizzare gli appassionati di recitazione locali che vengono fatti crescere con lo spirito del laboratorio.
Che poi di dilettantesco non ha nulla, dato che il Licinium – costruito nel 1926 secondo lo stile che si ispirava ai teatri all’aperto dell’antichità classica – in versione shakespeariana è l’unico in Italia a far parte della prestigiosa “Shakespeare Theatre Association” (Sta), autorevole forum internazionale che annovera 130 tra i maggiori teatri mondiali dedicati all’opera del grande bardo di Stratford-upon-Avon. «Nemo propheta in patria», commenta la presidente dell’Accademia, sperando in tempi migliori.

Nella foto:
Dal 2000 il teatro produce in proprio gli spettacoli. Sopra, la Tempesta del 2009. Sotto, l’Otello erbese del 2011

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