Shakespeare erbese “doc”

Grandi eventi – Stasera al Teatro Excelsior anteprima a ingresso libero del nuovo film di Roland Emmerich “Anonymous”
Erba ha un cittadino onorario illustre. Si chiama William Shakespeare. E ora la città brianzola deve rendersene conto davvero, e dirlo al mondo. A cominciare dalla cartellonistica. Ne è convinta Luisa Rovida De Sanctis, presidente dell’Accademia dei Licini che gestisce il Licinium. Che oggi offre alla sua città un evento cinematografico di grande richiamo. La città brianzola che da tempo ospita un’intera stagione estiva consacrata al bardo inglese, proprio quella dell’antico Teatro all’aperto

“Licinium”, con la collaborazione dello stesso e del Comune proporrà con ingresso gratuito oggi alle 19.45 l’anteprima del kolossal americano del regista Roland Emmerich Anonymous.
Un thriller in costume – firmato dal regista di tante pellicole di successo come 2012 e The day after tomorrow – che fra intrighi di palazzo e teorie di complotto intende far luce sull’annosa questione: Shakespeare è mai esistito? In realtà lo spregiudicato regista di origine tedesca, riproponendo sul grande schermo tutti i dubbi sulla reale paternità delle opere attribuite a Shakespeare, fa sua la tesi “complottista” vecchia di quasi un secolo, che vede scettici gli accademici e identifica nel conte Edward de Vere di Oxford il vero autore dei capolavori firmati dal drammaturgo inglese.
Presentata con grande scalpore al Festival del Cinema di Toronto, la pellicola che in Italia uscirà nelle sale solo il 18 novembre sarà seguita da un dibattito cui prenderanno parte studiosi e docenti di letteratura shakespeariana. Della paternità dei testi e della loro grandezza dopo il film parleranno a Erba, in una apposita tavola rotonda dal titolo Chi ha paura di William Shakespeare? Il potere e gli intrighi ai tempi del bardo, docenti di letteratura inglese, di teatro e di cinematografia. Tra cui Francesca Guidotti, ricercatrice di Inglese all’Università di Bergamo, il professor Emilio Galli, che insegna letteratura e storia all’istituto erbese Romagnosi e all’Università della Terza età di Erba, Massimo Navone, direttore della Fondazione Milano Scuola Teatro Paolo Grassi, più Renata Molinari, scrittrice e docente della stessa scuola, Michele Puglisi dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza, e Leonardo Bragaglia, autore di Shakespeare in Italia, che ripercorre le opere di Shakespeare attraverso i grandi interpreti del teatro italiano. Ci saranno anche critici e giornalisti: Giancarlo Ferrario, direttore del “Giornale di Erba”, Sara Cerrato de “La Provincia” e Giuliana Panzeri del “Corriere di Como”. L’appuntamento è al Teatro Excelsior di via Diaz a Erba.
«È uno spaccato di costume e di storia che permette di comprendere gli intrighi che animavano la corte inglese all’epoca del bardo» dice la presidente Rovida De Sanctis. Ma perché proprio Shakespeare a Erba? «È il maggior drammaturgo di tutti i tempi e un artista che parla ai giovani di oggi – commenta – e lo vediamo anche nei molti trattamenti che il cinema ha dedicato ai suoi capolavori, da Franco Zeffirelli a Leonardo Di Caprio. Shakespeare è un classico sempre attuale. Anzi, è il ponte più immediato tra il classico e il contemporaneo per la sua capacità di esprimere in modo autentico sentimenti sempre vivi e veri».
Il 2015, con l’Expo di Milano, è il primo traguardo che Accademia dei Licini e Comune di Erba si prefiggono di raggiungere come “Città di Shakespeare”. Come vi preparerete?
«In verità non ho un libro dei sogni ma una “Treccani dei sogni”, alcuni volumi della quale per fortuna sono già usciti. Gli erbesi devono essere sempre più coinvolti nel progetto, che ha suscitato in loro curiosità e interesse, certo, ma che deve ancora sedimentarsi e mettere radici solide in città».
In che modo?
«Credo che sia un evento trasversale, questo festival, che deve abbinare momenti di spettacolo come la rassegna teatrale nel palcoscenico all’aperto del Licinium, e altri momenti legati al mondo del commercio e dell’accoglienza alberghiera, così come nell’artigianato. Già quest’anno per la stagione estiva, tanto per fare un esempio, abbiamo proposto tre cocktail shakespeariani nei nostri percorsi sensoriali a tema, intitolati “Desdemona”, “Jago” e “Otello”».
Volete abbinare cultura, piaceri ed economia?
«Sì, perché sono attività come queste che possono aiutarci a uscire dalla crisi attraverso la creatività, che è capace di aprire nuovi orizzonti. Pensi che abbiamo anche creato una linea di merchandising con gli striscioni in pvc delle passate stagioni teatrali, destinati al macero. Ne è nata una linea di oggettistica shakespeariana. Lo scopo è arrivare in futuro a creare un “theatre shop” come tutti i migliori teatri del mondo, dove valorizzare le eccellenze dell’artigianato locale. Insomma il progetto non è solo culturale ma di marketing territoriale ed è unico in Italia. Che ha solo Spoleto, come realtà simile. Nel 2012 partiremo con la cartellonistica: Erba così sarà ufficialmente conosciuta come “la città di Shakespeare in Italia”. Unica e irripetibile».
Sarà anche un modo per valorizzare strutture come il Teatro Excelsior.
«Pensiamo di animare nel segno di Shakespeare ogni periodo dell’anno. E così stimolare la città di Erba a dotarsi di strutture idonee e a migliorare nel segno dell’eccellenza quelle esistenti. Per noi l’obiettivo è avere un auditorium dove completare la nostra stagione anche in autunno e in inverno».
Torniamo al film. Come è nata la collaborazione con Emmerich?
«Ci ha contattato la distribuzione che fa da interfaccia tra l’Italia e la casa di produzione Warner Bros. E lo ha fatto proprio perché siamo riconosciuti a livello internazionale».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Un’ immagine del kolossal americano del regista di origine tedesca Roland Emmerich Anonymous. Un thriller in costume che fra intrighi di palazzo e teorie di complotto intende far luce sull’annosa questione: Shakespeare è mai esistito?

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