Sì al dormitorio, il Carroccio rimane isolato. Forza Italia punge il sindaco: faccia un passo

palazzo cernezzi

La mozione sul nuovo dormitorio per i senzatetto di Como passa in un consiglio comunale decimato dalle ferie con soli 14 voti favorevoli e 8 contrari. Un risultato leggero dal punto di vista dei numeri ma pesantissimo sul piano politico. Perché sancisce ancora una volta l’inconsistenza della maggioranza di centrodestra e produce un isolamento della Lega che potrebbe portare in futuro a turbolenze ancora maggiori e imprevedibili.
Il capogruppo del Carroccio in consiglio, Giampiero Ajani, giovedì sera ha tentato di limitare i danni mettendola sul piano personale. «Questa mozione – ha detto – è stata voluta da qualche consigliere che vede un po’ appannata la propria visibilità e che ha trovato con questo argomento l’occasione per farsi un po’ di pubblicità».
Una lettura troppo semplice e, sostanzialmente, non vera. Perché la discussione sul dormitorio è stata in realtà l’occasione per svelare ancora una volta la fragilità di un centrodestra diviso sulle grandi questioni e ostaggio dei consiglieri di Forza Italia.
Dopo l’uscita dalla giunta, gli azzurri avevano fatto capire che niente sarebbe stato più come prima. Cosa puntualmente avvenuta. Su ogni delibera importante Forza Italia è decisiva. Consapevolmente decisiva. Tanto che ieri il capogruppo Enrico Cenetiempo ha un po’ soffiato sulle braci, attizzando il fuoco della polemica.
«Sul dormitorio soltanto la Lega, nel centrodestra, ha votato contro, rimanendo isolata. Questi sono argomenti che non hanno colore né ideologie politiche. Non ci stanno ad aiutare il prossimo? Che vadano per la loro strada».
A chi gli ha fatto notare come i leghisti non fossero molto contenti, Cenetiempo ha risposto lapidario: «anche noi non l’abbiamo presa benissimo, soprattutto perché non capiamo per quale motivo non vogliano aiutare le persone in difficoltà».
Poi l’ultima considerazione, sul futuro prossimo del governo di questa città. Una battuta velenosa che suona come un sinistro avvertimento: «Non succederà nulla, tranne che dovranno stare attenti di non farsi male quando inciampano. Adesso comunque andiamo tutti in vacanza con la speranza che al rientro chi deve fare i primi passi li faccia, altrimenti si proseguirà così: voto per voto, delibera per delibera, seguendo il programma elettorale».
Senza dubbio, il problema va affrontato e risolto e l’unico che può farlo è il sindaco, Mario Landriscina, il quale sarà chiamato a raccogliere i cocci della sua maggioranza nel tentativo di ricomporli in maniera ordinata.
Più volte, però, il sindaco ha detto in passato di non avere alcuna intenzione di mediare all’infinito e di essere pronto anche a chiudere il mandato prima del dovuto. I duellanti sono avvertiti.

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