Sì all’autosilo No ai posti in superficie

In viale Varese
Io sono favorevole al progetto di un parcheggio nuovo in viale Varese. Renderebbe la Città Murata più “vicina” ai visitatori e quindi più frequentata e vivace. Chi propone nuovi parcheggi in viale Innocenzo forse ne trascura la distanza e la comodità che l’automobilista cerca. Però non sono assolutamente d’accordo sulla parte di parcheggio in superficie. Infatti l’area già oggi adibita a parcheggio potrebbe essere facilmente ed ottimamente migliorata destinandola a zona pedonale, con pista ciclabile e con ulteriori aiuole e panchine. Si eviterebbe così la fila di vetture, pressoché continua, in cerca di un posto libero e particolari affollamenti all’orario di uscita dalle “Orsoline”. Inoltre, parte dell’area liberata dovrebbe essere usata per creare una terza corsia dedicata al traffico del “girone”, consentendo così scorrimento più facile, più agevoli soste ai mezzi pubblici e ad eventuali mezzi di emergenza.
Certo è che rinunciare a 164 posti in superficie, su un totale di 394 previsti nel progetto, significa ritardare il momento del pareggio tra investimento e ricavi; tuttavia, se questa fosse la soluzione auspicata dai cittadini, bisognerebbe tenerne conto.
Credo che occorra fare una forte riflessione. I risultati elettorali di domenica scorsa possono apparentemente interessare solo le due regioni in cui si è votato, ma io credo proprio di no. Il nostro Paese ha bisogno di provare una strada nuova. Questo non si fa in poco tempo, pertanto la proposta che segue vuole essere un invito per incominciare. Non è sufficiente proporsi e presentarsi come “futuro amministratore”, come “risolutore dei problemi”, è necessario provare a mettersi in gioco, liberi da aspirazioni personali, decisi a costruire un progetto e poi essere disposti a consegnarlo ad “altri” per renderlo operativo.
È chiaro che per un disegno di tale portata occorre mettere insieme tutte le energie culturali, sociali e imprenditoriali disponibili sul territorio. Occorre costruire una grande coalizione politica (figlia della società civile), capace di aprire un dialogo con tutti i cittadini per averne la fiducia, ma occorre anche provare a riscrivere alcune regole che, se andavano bene fino a ieri, oggi necessitano di essere aggiornate.
Gli attuali governanti non fanno altro che litigare tra loro e non elaborano proposte costruttive, imbrigliati come sono in situazioni contingenti tali che bloccano le loro capacità di azione. Un buon progetto e una proposta seria sono gli ingredienti indispensabili per ridare ai cittadini quella fiducia nelle istituzioni che i più hanno perso per strada. Una proposta aperta a tutti quelli che vogliono arricchirla.
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno dato notizia del corso per “Apertura e gestione di un B&B”, promosso dall’Associazione Ospiti per Casa con il patrocinio della Provincia di Lecco. La partecipazione, altissima, ha segnalato il grande interesse per questa attività: ospitare nella propria abitazione, integrando redditi familiari che possono attraversare momenti critici.
È anche interessante notare come il nostro territorio si stia identificando e preparando per un turismo più moderno: lo Slow Tourism, nuova filosofia di viaggio, propone la conoscenza del territorio e non il suo “consumo”, attento alle risorse locali e alla loro valorizzazione, in un’ottica eco-sostenibile. Una tipologia di turismo che si propone quale alternativa al tutto e subito, che riporta il turista, per un breve arco di tempo – quello della vacanza o del fine settimana – a ricaricare le proprie energie allineando il proprio ritmo a quello naturale del fluire del tempo, concedendosi il lusso di “osservare”, “gustare”, “sostare” e, soprattutto, non guardare l’orologio pensando di essere comunque in ritardo. I B&B fanno parte di questa cultura, la promuovono e ne condividono lo sviluppo con l’impegno che ognuno mette, oltre che nell’ospitare, anche nel fare conoscere, nel suggerire luoghi meno noti, nel proporre e consigliare prodotti locali.
Mai, come in questi ultimi tempi, è sorta in me la sensazione che la società attuale manchi di qualcosa che i nostri progenitori, in tempi remoti, ci hanno inculcato e che ora, per diversi motivi banali, abbiamo abbandonato. La nostra Era sta vivendo – oserei dire – forse con troppa rassegnazione, mentre si dovrebbe avviare coraggiosamente una nuova stagione di cambiamento attivo e non solo passivo.

Edoardo Laurenti

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