Si brinda al “Grappino” di Magni

Nuova edizione Grappino Armandolato (pp. 116, 13 euro) è il titolo del nuovo libro di Emilio Magni, scrittore e giornalista erbese, appena pubblicato da Alessandro Dominioni Editore di Como. In realtà non si tratta di un nuovo lavoro del giornalista e scrittore brianzolo, ma della riedizione, con varianti, di un’opera pubblicata nel 1994 in sole 500 copie numerate. Il nuovo “Grappino?” ha conservato la prefazione di Pupi Avati, ed è arricchito da un’ampia serie di immagini degli anni in cui i racconti

raccolti sono ambientati. Magni, ormai celebre per i suoi libri dedicati alle tradizioni rurali e della Brianza, cominciò a raccontare le sue storie popolari, in cui vivono personaggi semplici ricchi di vivacità e grande umanità, proprio con Grappino armandolato, in cui incornicia il “mondo piccolo” della sua Erba con tutti i suoi colori, suoni e profumi tra cascine, campi e osterie.
Ma cosa è il “grappino armandolato”? È un liquore semplice, povero, un tempo molto richiesto e messo assieme dagli osti, che mischiavano la grappa con il succo delle mandorle, le “armandole” nel dialetto milanese. Emilio Magni racconta di aver assistito, in una domenica d’estate, nell’osteria “Brianza” di Erba Alta, alla performance di un avventore che in un paio d’ore si sorbì ben diciotto grappini armandolati, poi se ne andò via, come se niente fosse stato, inforcando la bicicletta al volo.
I racconti talvolta sono però anche di dolori e di stenti, di morte: il bombardamento di Erba, altre tragedie, ma tutto raccontato sul filo dell’ironia e della serenità.

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