Si chiude con l’assoluzione il “don Mauro-bis”

«NON CI FU CALUNNIA»

(m.pv.) Don Mauro Stefanoni non ha calunniato il parrocchiano che l’ha nuovamente portato in aula sul banco degli imputati. Per questo deve essere assolto in quanto «il fatto non costituisce reato». Ovvero, l’ex prete di Laglio era convinto della reale colpevolezza del fedele, motivo per cui è venuto a mancare il dolo della calunnia. È questa la conclusione cui è giunto ieri pomeriggio dopo una breve camera di consiglio il giudice monocratico

Gianluca Ortore, in merito alla vicenda della videocassetta pornografica omosessuale trovata in una cesta in casa del parroco. Vicenda che entrò nel processo principale per violenza sessuale ad un ragazzo minore dell’oratorio, poi chiuso con la condanna dell’ex parroco a otto anni in tutti e tre i gradi di giudizio. Il “don Mauro bis” nacque in pratica nel corso della deposizione di un testimone nel pieno del processo per violenza.

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