Si devono fare sacrifici per orari e giorni di lavoro

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Il settore turistico

(a.cam.) Il settore del commercio e soprattutto quello del turismo attirano sempre più spesso persone che hanno lavorato in ambiti completamente diversi. Alcune persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi e sono pronte a reinventarsi .
«Di base però resta la difficoltà a reperire giovani preparati e pronti ad affrontare i sacrifici, a livello di orari e giorni di lavoro, che queste professioni richiedono», dice Guido Capizzi, funzionario di Confcommercio Como.
Le associazioni

di categoria ricevono una pioggia di curricula. «In questo momento sono prevalenti figure con professionalità di altri ambiti – spiega Capizzi – È cresciuto notevolmente negli ultimi due anni il numero di chi cercano di ricollocarsi anche nell’ambito del commercio o del turismo, pubblici esercizi e alberghi. Si tratta di persone che in molti casi hanno lavorato in ambiti completamente diversi, operai o impiegati ad esempio».
«Il turismo sul Lario tutto sommato ha tenuto ed è chiaro che sia visto come una risorsa a livello di occupazione – spiega il funzionario della Confcommercio – Vediamo persone che hanno superato i 40 anni che vengono da mondi diversi e che si reinventano, o almeno ci provano, avviando una loro attività o cercando un impiego nel settore».
Le scuole professionali non mancano. «Gli istituti di formazione ci sono e funzionano – dice Capizzi – Sempre più spesso, però, queste nuove professionalità, spesso ragazzi preparati anche bene, magari non sono disposti ad accettare gli orari imposti da attività quali una gelateria o un locale di ristorazione. Per questo abbiamo bisogno di giovani motivati e disposti a crescere».
L’anello debole è quello delle figure intermedie.
«Qualche buco c’è nel settore – spiega Capizzi – Le figure di medio livello, nell’ambito turistico, sono le più difficili da recuperare sul territorio. Si trovano quelle di livello più basso, per fare qualche esempio i lavapiatti o gli aiuto cucina, anche grazie alla manodopera straniera. E si trovano gli chef e le professionalità più elevate. Mancano però le vie di mezzo, ad esempio le figure di sala o camerieri sufficientemente qualificati».

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