Si è ribaltato un mondo ma l’economia respira

Benvenuti sul lago dei saldi e ribassi
Per i molti che, come noi, sono cresciuti con l’abitudine del pieno di benzina in Svizzera e dei dadi da brodo provenienti da oltre confine, la situazione oggi pare inconcepibile. Fare la spesa “di là” conviene sempre meno, si tratti di carburante, vestiti o sigarette. Al contrario, per i “cugini” ticinesi, l’Italia e tutto il Comasco sono vantaggiosissimi.
Si è ribaltato un mondo. Merito o colpa – secondo i punti di vista – del super franco. La moneta elvetica ha infatti raggiunto

i suoi massimi valori proprio di questi tempi nel rapporto di cambio con l’euro dalla creazione della divisa unica europea. E la conseguenza ovvia è, appunto, l’inversione dei “flussi” d’acquisto: meno comaschi fanno acquisti in Svizzera e molti ticinesi passano la dogana per fare shopping.
È un bene, è evidente. Se, infatti, la crisi mondiale ha fiaccato i consumi, i negozianti di Como e dintorni possono contare su una clientela più ampia: quella locale, ma anche quella elvetica. Con un vantaggio ulteriore: per un ticinese fare compere sul Lario costa sempre meno proprio per le oscillazioni dei cambi tra franco ed euro.
Se qualcuno potrà dispiacersi per la minore convenienza del “pieno” oltre frontiera, non è trascurabile il fatto che la situazione attuale porti soldi – e dunque benessere – dalla Svizzera all’Italia. Dal Canton Ticino alla provincia di Como.
Alimentari, abbigliamento, cene e svago: qui, in Italia, per uno svizzero tutto costa meno. Il 30 o anche il 40% in meno rispetto a qualche mese fa, all’anno scorso. Grazie alla debolezza dell’euro rispetto al franco, dunque, l’economia locale respira. Vendono i negozi d’abbigliamento del centro città ma anche i supermercati della cintura urbana, indistintamente. È il cliente “targato” Ticino a fare la differenza. Come se in dogana, accanto al tradizionale “benvenuti”, per chi entra in Italia ci fosse un ipotetico cartello con scritto “saldi e ribassi”.
È un po’ quanto accadeva alla lira italiana: supersvalutata, debolissima. Non è che fossero particolarmente brave le aziende tricolori a vendere all’estero, erano i “prezzi da offerta speciale” ad aiutare: l’export, la bilancia dei pagamenti, i conti dello Stato. Ma tant’è, la situazione ora è questa e stavolta favorisce decisamente Como.

Giorgio Civati

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