Si ferma l’emorragia di imprese sul Lario: edilizia e manifatturiero in difficoltà
Economia

Si ferma l’emorragia di imprese sul Lario: edilizia e manifatturiero in difficoltà

Pubblicata ieri l’analisi dell’ufficio studi e statistica della Camera di Commercio

Aumentano, seppure di poche decine di unità, le imprese della provincia di Como. Sia quelle registrate negli elenchi camerali (47.958) sia quelle attive (42.706). Si interrompe, dopo 6 anni, il segno meno in uno degli indicatori più importanti per la salute dell’economia di un territorio. Dal 2012, infatti, in provincia di Como il numero delle imprese era in costante calo. La crisi esplosa nel 2009 a livello internazionale aveva iniziato a produrre effetti negativi sul tessuto industriale lariano quasi subito. Nel settembre 2011, le imprese iscritte ai registri della Camera di Commercio erano 50.760, quelle attive 45.571.

Un picco mai più nemmeno sfiorato. Da allora la tendenza era stata negativa. Con perdite anche molto consistenti tra il 2012 e il 2013.

La nuova analisi della «demografia d’impresa» in provincia di Como è stata pubblicata ieri dall’ufficio studi e statistica di via Parini. La ricerca offre numerosi spunti di riflessione. Soprattutto, evidenzia le differenze degli andamenti strutturali tra i differenti settori dell’economia lariana. Alcuni dei quali soffrono da anni e non sembrano capaci tuttora di trovare una via d’uscita coerente dalla crisi.

Breve e lungo periodo

Nel breve periodo, come detto, si nota un aumento del numero delle imprese, fenomeno già registrato nel 2° trimestre 2018 del corrente anno: quelle registrate all’anagrafe camerale di Como sono (al 30 settembre 2018) 47.958 contro le 47.869 dello stesso periodo dell’anno precedente. Rispetto invece al 30 giugno 2018, le imprese registrate sono aumentate di 89 unità (+0,2%). Tra le imprese attive, che sono 42.706, la crescita è stata di 38 unità in più rispetto all’anno precedente e di 48 unità rispetto a fine giugno 2018.

Nel lungo periodo, ovvero tra il 2009 e il 2018, il Comasco ha invece incassato una perdita marcata: -4,9% (2.177 aziende in meno). Percentuale superiore sia rispetto alla media regionale (-0,8%) sia a quella nazionale (-2,6%). In Lombardia, soltanto Milano e Monza Brianza hanno visto crescere il numero delle attive negli ultimi 10 anni (oltre il 5%); Lecco è in linea con Como (-4,6%). I cali più consistenti si sono verificati a Sondrio e Lodi (-10,4%), Cremona (8,0%), Mantova (-7,9%), Pavia (-7,8%) e Varese (-6,1%).

Artigianato in difficoltà

I numeri dell’ufficio studi di via Parini evidenziano la crisi costante delle aziende artigiane registrate all’anagrafe camerale comasca: al 30 settembre 2018 erano 15.589, di cui 15.529 attive. Un calo di 116 unità (-0,7%) simile a quello delle imprese attive (-110, pari a -0,7%) che fa toccare al settore il nuovo punto minimo nella serie storica dal 2004, anno in cui le imprese artigiane registrate a Como erano 17.503.

L’indice

Ma l’artigianato non è l’unico comparto a vivere un momento complicato. Sulla base di un «indice» fissato a quota 100 nel 2009, primo anno della crisi mondiale, altri settori economici della provincia lariana appaiono in difficoltà. Rispetto all’indice totale delle imprese attive arrivato a 95,1, molto peggio sono andati il manifatturiero e le costruzioni che collocano rispettivamente a quota 83,1 e 82,1.
Al di sopra dell’indice medio, si situano per il momento soltanto il commercio (a 96,2 punti), i servizi alle imprese (105,6), le attività di alloggio e ristorazione (110,6). Cresce anche il comparto dei servizi alla persona, arrivato a 117,9 punti.

Fallimenti

Una buona notizia, se così si può definire, giunge infine dal dato dei fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como nel terzo trimestre del 2018: 23 in tutto, quasi la metà rispetto a quelli registrati nello stesso periodo dei due anni precedenti (rispettivamente, 43 e 42). «Spicca la diminuzione dei fallimenti per le aziende del settore dell’industria e dell’edilizia (da 24 nel terzo trimestre 2017 a 13 nello stesso periodo 2018). Negli stessi mesi anche il comparto del commercio ha fatto segnare una decisa diminuzione: da 14 a 7 sentenze. Stabili le sentenze relative agli altri settori economici».

7 Dic 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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