Si finge un agente segreto: condannato per stalking

Il tribunale di Como

Si era presentato come un generale dei servizi segreti, al lavoro per il Ministero e con contatti in Vaticano. Quando però i parenti della sua compagna hanno iniziato a dubitare di quei racconti mettendo in allarme la donna, la reazione del “generale” è stata indignata.
Prima telefonate di minacce alla sorella, poi pedinamenti in auto, infine appostamenti sul posto di lavoro e intimidazioni anche al nipotino minorenne mentre andava a scuola.
Una serie di atti vessatori che sono finiti in un fascicolo di indagine della Procura di Como (pm Giuseppe Rose) che si è chiuso nelle scorse ore con la condanna dell’uomo per stalking.
La sentenza, letta dal giudice monocratico, ha inflitto all’imputato 8 mesi di pena e il risarcimento del danno quantificato in 5mila euro. La vicenda è avvenuta tra Pusiano, Longone al Segrino e la zona dell’Erbese nel periodo compreso tra il gennaio e il maggio del 2016. L’uomo, un 52enne di origine bergamasca ma residente a Longone al Segrino, si era presentato a quella che ancora oggi è la sua compagna, come generale dei servizi segreti. I genitori e i fratelli della donna, tuttavia, hanno iniziato presto a sospettare di quei racconti che sono poi stati smentiti anche in corso di indagine, dalle verifiche presso il ministero effettuate dalla Procura della Repubblica. Insomma, la vicenda è poi approdata in un’aula del Tribunale di Como dove sono sfilati i testimoni delle parti per sostenere le rispettive tesi.
Fino alle scorse ore, quanto il giudice si è espresso condannando l’uomo a 8 mesi e risarcendo la parte lesa (rappresentata dall’avvocato Roberto Melchiorre) con 5mila euro.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.