Cronaca

Stagione lirica, si folleggia con Rossini

altStagione lirica – Dopo dieci anni torna al Sociale di Como l’allegra e frizzante opera “L’Italiana in Algeri” in versione integrale
Rossini, sempre Rossini, fortissimamente Rossini. Il Sociale di Como, per l’ultimo appuntamento con la stagione lirica 2012-2013 e per salutare in musica

l’anno del bicentenario, torna a ospitare dopo dieci anni un cavallo vincente come L’Italiana in Algeri del genio pesarese, che è stato presentato ieri pomeriggio nel ciclo di “Anteprime” dedicate all’opera nel foyer di piazza Verdi, in collaborazione con l’associazione degli “Amici del Teatro Sociale di Como”.
L’opera rossiniana è in cartellone domani e l’11 gennaio alle 20.30 (ingresso 58-16 euro) ed è un capolavoro pieno di vita e davvero senza età. Un toccasana anticrisi. L’Italiana in Algeri – che a Como ha avuto quattro rappresentazioni, l’ultima delle quali risalente al 2002 – festeggia essa pure il bicentenario della prima rappresentazione al San Benedetto di Venezia nel 1813.
Un bizzarro fatto di cronaca, il rapimento di una signora milanese portata alla corte del bey di Algeri Mustafà-ibn-Ibrahim, potrebbe essere stata la fonte del libretto di Angelo Anelli nel 1808 per L’Italiana in Algeri di Luigi Mosca e che Rossini riutilizzò qualche anno dopo, nel 1813, pressato da una commissione per il Teatro San Benedetto di Venezia.
Il legame con la vicenda realmente accaduta non è documentato, ma il soggetto è certo ascrivibile alla tradizione, molto in voga all’inizio dell’Ottocento, della “materia turca” e del tema del “ratto del serraglio”.
I ritmi con cui Rossini lavorò alla stesura dell’opera furono frenetici: sembra che in meno di tre settimane essa fosse pronta per andare in scena, registrando fin dalla prima un successo strabiliante e duraturo. La forza dell’Italiana sta nell’esuberante incalzare dell’inventiva comica, nella finezza delle allusioni e nella sapiente capacità di fondere tenerezza e passione, il tutto condito con una musica che, come annotò Stendhal nella sua Vita di Rossini (1823), è pura «follia organizzata».
Domani e venerdì a Como l’opera rossiniana tornerà a incantare e divertire il pubblico lariano del Sociale con le voci di Carmen Topciu e Teresa Iervolino nel ruolo di Isabella, Enea Scala in quello di Lindoro e Bruno Taddia in quello di Taddeo (lo fu già dieci anni fa al Sociale). Francesco Pasqualetti dirigerà l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano mentre la regia ormai classica di Pierluigi Pizzi, ripresa da Paolo Panizza, con coreografie di Isa Traversi è ormai una garanzia di una macchina oliata a servizio del divertimento. In questa coproduzione dei teatri del Circuito Lirico Lombardo, del Teatro Coccia di Novara e del Teatro Alighieri di Ravenna, la lettura del direttore Pasqualetti sottolinea l’aspetto irrazionale della partitura rossiniana: «Rossini questa follia la ricerca, la corteggia, la prepara e la organizza, generando una musica che mai nessuno prima di lui aveva neanche lontanamente immaginato, una musica che mandava letteralmente in delirio gli spettatori, loro malgrado coinvolti in una sorta di irrefrenabile delirio collettivo. Una musica capace di annullare d’un colpo le nostre aspettative logiche e morali e di spalancarci le porte di un mondo diverso dal nostro e molto più allegro».
E per la ripresa della regia di Pizzi, Panizza sostiene che si tratta di un lavoro che «ha il merito di avere perfettamente armonizzato le tre componenti del capolavoro rossiniano: non solo l’elemento buffo, ma anche le parti sentimentali ed eroiche. Ci propone una regia tutto sommato semplice, ma con la semplicità dei grandi, quella che deriva da grande esperienza. Pizzi ha colto l’essenza dell’opera di Rossini. Propone un allestimento esteticamente pregevole e con bellissimi costumi. La sua è una lettura molto logica». Paradigma della comicità operistica, secondo Stendhal quella dell’Italiana è una musica che «fa dimenticare tutta la tristezza del mondo» in un’opera fatta di estrema rapidità, assenza di enfasi in un perfetto equilibrio dei registri sentimentale, buffo e serio.
Da non dimenticare che il Sociale nel 2009 ha anche ospitato una versione “tascabile” dell’Italiana per il ciclo “Pocket Opera”.

8 gennaio 2013

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