Cronaca

Si indaga sul movente: accertamenti per capire chi ha sparato

L’omicidio di Paderno d’Adda – Domani il giudice sentirà i due arrestati: Fabio Citterio di Lurago d’Erba e la cugina Tiziana Molteni, originaria di Cremnago di Inverigo
Sarà lo “stub” a dire chi ha esploso il colpo alla gola che ha ucciso il 42enne Antonio Caroppa
Sarà lo “stub” – l’esame che in questi anni ha sostituito il guanto di paraffina – a dare risposta alla prima importante domanda sull’omicidio del 42enne Antonio Caroppa, sposato e padre di una bambina di appena cinque anni. Chi ha sparato il colpo alla gola, calibro 38, che nella serata di giovedì poco prima delle 23 ha ucciso il carpentiere di Paderno d’Adda? Fabio Citterio, 45 anni, di Lurago d’Erba, oppure la cugina Tiziana Molteni, 53 anni, residente a Dolzago ma originaria di Cremnago
di Inverigo?
I due arrestati, infatti, una volta condotti in caserma dai carabinieri con la pesante accusa di omicidio aggravato in concorso, non avrebbero detto molto. L’uomo, consulente informatico, avrebbe risposto soprattutto con dei «non so» e dei «non ricordo». La donna, al contrario, sarebbe rimasta in silenzio. L’esatta dinamica di quanto avvenuto nei garage della palazzina di via Roma, dunque, è il primo cruccio dei militari dell’Arma che stanno lavorando alle indagini.
Non solo chi ha premuto il grilletto della pistola, però, ma anche per quale motivo. Perché il quadro, così come è emerso in queste ore, non convince: è possibile uccidere in un simile modo, con un colpo solo alla gola dopo avere attirato la vittima in una trappola («Può scendere? Le abbiamo tamponato l’auto», avrebbe detto una voce al citofono) e solo per un pc riparato male e non pagato? Gli inquirenti hanno molti dubbi al riguardo, anche se al momento la versione del delitto rimane quella dei «futili motivi».
«Il ruolo della mia assistita è tutto da chiarire», si è limitato a dire ieri l’avvocato Vito Zotti, legale della Molteni. «Ho sentito cose discordanti ma devo ancora leggere gli atti».
Grazia Corti, del foro di Lecco, sarà invece l’avvocato di Citterio. I due arrestati verranno sentiti domani dal giudice delle indagini preliminari.
Dovrebbe invece svolgersi martedì l’autopsia sul corpo della vittima.
Proseguono intanto anche i rilievi tecnici da parte dei carabinieri. Allo scopo, come detto, di ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio, confermando o meno se a premere il grilletto sia stato l’uomo – come pare al momento – oppure la donna. A incastrare i due coinvolti nel delitto, ricordiamo, sono state le telecamere di una scuola poste nel punto in cui i due cugini avevano parcheggiato l’auto, una Daewoo Matiz, per poi scappare. Auto ritrovata nel garage di via Fermi a Lurago d’Erba dove Citterio viveva.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il garage dove è avvenuto lo sparo che è costato la vita ad Antonio Caroppa (foto Cardini)
13 maggio 2012

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