Si indaga sull’ultima ora di vita. Alle 20.30 la vittima era ancora a casa

altLe indagini
Le indagini potrebbero ruotare attorno a un’ora o poco più. Quella trascorsa tra le 20.30 e le 21.30, 21.45.
Gli inquirenti devono infatti ricostruire cosa accaduto in quei minuti perché in essi si nasconde la chiave dell’omicidio di Alfredo Sandrini. Pare infatti che quest’ultimo, fino alle 20.30 di venerdì sera, fosse ancora in casa sua a Sorico. Per questo motivo sarebbero già stati sentiti i familiari e soprattutto il fratello della vittima. Poi il 40enne sarebbe uscito con la sua

bicicletta per andare verso Domaso dove forse aveva un appuntamento. Con chi? Questo è il punto chiave. Perché poi in poco tempo tutto è degenerato. E alle 21.30, al massimo alle 21.45, Alfredo era già stato colpito dagli spari del o dei killer.
Un altro elemento è da stabilire: c’era qualcuno che attendeva la vittima all’imbocco della pista ciclabile che da Domaso conduce a Gera Lario? Perché questo potrebbe significare la conoscenza delle abitudini del 40enne. Perché l’avrebbe atteso sapendo che sarebbe passato in quel punto preciso e in sella alla sua bicicletta. Percorso che la vittima faceva spesso proprio per tornare a Sorico, visto che la due ruote era il suo unico mezzo di locomozione. Al momento, tuttavia, non viene esclusa alcuna ipotesi. Un ultimo particolare porta però a ritenere che il punto esatto dell’agguato sia Domaso: la donna che ha chiamato i soccorsi a Gera Lario, ha udito le urla e le richieste di aiuto del ferito, non gli spari. Questo fa dunque ritenere che i colpi di arma da fuoco – seppur di piccolo calibro – possano essere stati sparati molto prima di Gera. Elemento questo che si incastrerebbe alla perfezione con l’ipotesi dei colpi all’imbocco della pista ciclabile di Domaso. Intanto, i carabinieri ieri hanno passato al setaccio tutta la zona alla ricerca di telecamere che possano aver ripreso quanto avveniva. Pare che un occhio elettronico fosse puntato proprio sull’imbocco della pista ciclabile. Ma sono state acquisite anche le riprese di una sala slot – sempre di Domaso – dove pareva che Alfredo potesse aver trascorso i minuti prima del delitto. Anche se i gestori cinesi dell’attività avrebbero riferito di non averlo visto. Intanto la procura ha disposto il sequestro della bici, ma anche degli indumenti che la vittima indossava. Pare che avesse con sé pure un cellulare, che ovviamente verrà passato al setaccio. Infine, vi è il fronte dell’autopsia, che verrà eseguita probabilmente nei primi giorni della prossima settimana. La risposta attesa dal pm è quanti colpi – e in che direzione – abbiano raggiunto il 40enne.

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’ultimo tratto di pista ciclabile percorso da Alfredo Sandrini (foto Fkd)

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