Si introdussero in uno studio legale per un servizio: “Le Iene” davanti al giudice

Palazzo di giustizia tribunale di Como. Pubblico ministero

A processo in quattro per un servizio realizzato a Como, in centro città, dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, fatto con la telecamera nascosta e introducendosi – questa è almeno la tesi dell’accusa – nell’ufficio di un avvocato cittadino con l’inganno e violandone dunque il domicilio. L’obiettivo era realizzare un servizio su un presunto giro di compravendite di permessi di soggiorno che sarebbero ruotati attorno allo studio legale comasco.
La Procura, dopo la messa in onda del servizio datata 29 marzo 2017, aveva anche avviato una indagine con l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed era pure stato fatto un incidente probatorio per “cristallizzare” alcune dichiarazioni di stranieri che erano comparse sempre nel servizio televisivo, ma ad oggi nessuna accusa è stata mossa nei confronti del legale.
Di fronte al giudice sono invece finiti un attore che era stato usato per introdursi nello studio dell’avvocato cittadino con la telecamera nascosta (si stratta di un albanese residente a Vimodrone, 40 anni, che finse di volere un permesso di soggiorno), il giornalista della trasmissione (un 52enne di Imbersago), il direttore responsabile della trasmissione stessa e il regista. Tutti, secondo il capo di imputazione messo nero su bianco dal pubblico ministero Simona De Salvo, sono chiamati a rispondere alle accuse di violazione di domicilio in concorso, per essersi «introdotti con l’inganno nello studio» del legale comasco chiedendo un appuntamento per un’assistenza legale mentre in realtà l’incontro «era finalizzato al servizio tv» da mandare in onda a “Le Iene”. Ieri in Tribunale a Como era in calendario la prima udienza, ma le difese hanno subito presentato una eccezione per un difetto di notifica a due degli imputati. Il giudice monocratico Valeria Costi si è riservato di decidere entro la prossima settimana. Se l’istanza dovesse essere accolta dovranno essere rifatte le notifiche e dovrà essere fissata una nuova udienza, verosimilmente non prima del prossimo anno.

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