«Si potrebbero assumere mille giovani all’anno»

Faverin (Cisl): «Basterebbe investire la metà delle risorse risparmiate con i dirigenti»
Uno sbocco per i giovani nel pubblico impiego? Un sogno, anzi una chimera. Eppure, come hanno sottolineato ieri i vertici nazionali della Cisl per la scuola e la funzione pubblica, basterebbe davvero poco per invertire questa tendenza. Al Palace Hotel di Como si è celebrata ieri l’unificazione in una sola categoria dei settori scuola e funzione pubblica, che oggi vengono definiti “Sindacato del lavoro pubblico”. È stato Giovanni Faverin, segretario generale nazionale della Cisl funzione pubblica a indicare la strada che potrebbe portare ad assumere ogni anno mille giovani laureati. Come? Basterebbe in sostanza chiudere i rubinetti ai dirigenti statali e alle troppe consulenze.
Un’operazione che non comporterebbe aggravi sulle casse pubbliche rispetto a oggi. Intervistato da Andrea Bambace per il telegiornale di Etv, Faverin ha così spiegato la sua ricetta. «Nei prossimi quattro anni – ha detto – andranno in pensione 39mila dirigenti oltre a 200mila dipendenti».
«Sapete quanto costano allo Stato questi dirigenti? Circa tre miliardi e mezzo di euro, mentre i dipendenti costano due miliardi. Il nostro Paese – dice – non è in condizioni di aumentare l’impiego di denaro pubblico, ma potrebbe assumere tanti e tanti giovani riutilizzando queste risorse».
Faverin ha spiegato come lo stipendio di un dirigente pubblico possa pesare tra gli 80 e i 160mila euro sulle casse dello Stato.
«Basterebbe impiegare la metà delle risorse risparmiate per assumere qui a Como ogni anno mille giovani – aggiunge il sindacalista – Giovani laureati con master, che oggi faticano a entrare nel mondo del lavoro. Non stiamo parlando di contratti a tempo indeterminato, naturalmente, ma lo Stato potrebbe dargli una chance».
«I giovani sono il nostro capitale» ha ribadito Francesco Scrima, segretario generale nazionale della Cisl Scuola.
«Nella scuola arriva la materia prima, che si deve educare. Qui tutto si forma e si crea. Ci sono percorsi importanti da compiere per i giovani nei vari gradi di istruzione fino all’università e alla ricerca. La scuola merita attenzione – ha ribadito Scrima – stiamo parlando della più grande fabbrica di futuro esistente».
«Dalla qualità dell’offerta formativa dipendono il domani dei giovani e il domani del nostro Paese».
Al convegno, moderato da Gloria Paolini della segreteria della Cisl dei Laghi, hanno preso parte tutti i vertici del sindacato comasco-varesino.

Nella foto:
Giovani sempre più in difficoltà nel trovare un posto di lavoro. Anche la pubblica amministrazione potrebbe fare la sua parte

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