Si riaccende e divampa lo scontro tra i vigili del fuoco e il 118. Chiesto l’intervento del Prefetto

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Dopo l’auto precipitata nel dirupo

I sindacati: «Soccorsi superficiali e gestiti con leggerezza»
Il calumet della pace, in realtà, non era mai stato fumato, nemmeno all’indomani della prima denuncia dei vigili del fuoco sulla carenza di segnalazioni e collaborazione da parte del 118. A riaccendere la polemica sono dunque stati sufficienti altri due episodi recenti, entrambi per fortuna conclusi con esito positivo, ma che hanno fatto lanciare un nuovo urlo di rabbia e delusione ai sindacati dei vigili del fuoco.
In queste ore infatti una nuova missiva, la seconda, è stata spedita al

Prefetto di Como, Bruno Corda, chiedendo di intervenire per porre rimedio ad una situazione – quella del primo soccorso – gestita in modo definito «superficiale». Due, come detto, sono gli eventi in cui il comportamento del 118 viene duramente criticato dagli esponenti sindacali dell’Uilpa – coordinamento vigili del fuoco.
Il più recente, in ordine di tempo, è quello di cui abbiamo scritto ieri e che riguarda un’auto finita in una scarpata nella notte tra domenica e lunedì mentre procedeva da Monte Olimpino a San Fermo. «Siamo stati allertati solo due ore dopo», tuonano i pompieri nella lettera al Prefetto, che tra l’altro aggiungono come «l’articolato scenario sia stato sottovalutato visto che la vettura era finita in una scarpata di 15 metri» e «i soccorritori escludevano a priori la possibilità che all’interno dell’auto ci potesse essere qualche altra persona», fidandosi in pratica delle parole dell’autista del mezzo che però era «in evidente stato confusionale».
L’altro episodio citato è quello dell’ammaraggio di emergenza dell’aliante sulle acque del lago nei pressi dell’Hangar. Atterraggio avvenuto il 24 agosto e in cui, secondo i rappresentanti sindacali dei vigili del fuoco (la lettera è firmata da Fabio Liardo, segretario provinciale Uilpa, e da Carloguido Cantaluppi, vicesegretario), sarebbe addirittura venuto meno il rispetto «dell’attuale protocollo di intesa che prevede come il coordinamento lacustre sia affidato ai vigili del fuoco», cosa che invece non avvenne.
In pratica, oggi i soccorsi si mettono in moto con la chiamata al 112. La centrale operativa del numero unico di emergenza smista poi la richiesta a chi ritiene più idoneo a intervenire in quel momento, nel caso di un incidente la gira ovviamente al 118. E dovrebbe essere quest’ultimo, poi, a chiedere supporto quando, come nel caso di San Fermo, c’è un’auto in una scarpata. I vigili del fuoco lamentano che queste segnalazioni giungano spesso troppo tardi, come era capitato con il gruppo di scout disperso in montagna – che diede origine alla prima lettera di lamentele al prefetto – e come è avvenuto per l’incidente in via per San Fermo.
In quest’ultimo caso, i pompieri sono stati allertati due ore dopo. «A nostro avviso – prosegue la lettera nel passaggio più pesante – queste vicende denotano non solo una certa superficialità nel valutare un tema delicato come la sicurezza degli scenari d’intervento, ma testimoniano la leggerezza con cui vengono gestite le richieste di soccorso fatte dai cittadini».
«Sollecitiamo la sua attenzione su due obiettivi che non possono più essere messi in secondo piano – scrivono poi i sindacati al Prefetto – La sicurezza dei cittadini e il giusto equilibrio tra le forze che operano per il soccorso». Provocatoria la domanda conclusiva: «Le domandiamo chi sia da ritenere responsabile nel caso di gravi conseguenze qualora tali fatti non siano stati risolti?». Una eventualità con cui, a prescindere dalle motivazioni e dalle ragioni, si spera di non dover mai fare i conti.

Mauro Peverelli

Nella foto e video:  l’ammaraggio dell’aliante nella zona dell’Aeroclub

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