Si ricandida lo studente gay che fece outing sul giornale

Elezioni universitarie
«Taci. E non ricandidarti. O diciamo a tutti che sei gay». Una lettera anonima, piegata in quattro. Di fronte a un tale avvertimento, di stampo mafioso, Federico Gilardoni – rappresentante degli studenti all’Università dell’Insubria – aveva reagito alzando la testa: in una lunga intervista pubblicata su queste colonne il 28 marzo scorso, aveva dichiarato la sua omosessualità. Spuntando così le armi di chi voleva ricattarlo.
Oggi, a quasi sette mesi di distanza, dà una seconda risposta
ai suoi ricattatori: si ricandida a rappresentare gli studenti. Non in Senato Accademico, ma in Consiglio d’amministrazione, centro di controllo dell’ateneo.
«Ho riflettuto a lungo – dice Federico – e ho capito che volevo dare un altro contributo alla mia università. Sono stato membro della commissione che ha steso il nuovo statuto, democratico e innovativo: vorrei vederlo crescere».
Fare outing, in una piccola città, ha conseguenze. Scatena reazioni. Non per forza negative: «È stato un gesto liberatorio. La comprensione e l’affetto del mio ateneo mi hanno sorpreso: credo che l’Insubria abbia da insegnare a tutte le altre università d’Italia. È come una famiglia – spiega Gilardoni – Ricordo poi la reazione di una signora, a Como, che ha visto la mia foto sul giornale e mi ha detto: “Vorrei che tu fossi mio nipote”. Un altro ragazzo, che non conoscevo, mi ha scritto che aveva preso esempio dal mio gesto per parlare ai genitori».
Infine un pensiero per chi lo minacciò a marzo: «Tutti possono sbagliare, e io – conclude Federico, citando De Gasperi – ho solo l’ambizione di essere onesto».

Andrea Bambace

Nella foto:
Federico Gilardoni

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