Si riparte con la viabilità a forte rischio. Tante le criticità in attesa di soluzione

Traffico Como

Viadotto dei Lavatoi, piazza san Rocco, via Borgovico. Alcuni dei tanti nodi strategici del traffico cittadino che da lunedì prossimo, con le attività lavorative ormai ripartite in toto ma soprattutto con l’avvio del nuovo anno scolastico, potrà subire inevitabili pressioni che, a ricaduta, si sentiranno in tutta la città. Una situazione, quella del traffico, che in Convalle è sempre sul punto di saltare al primo intoppo.
Gli esempi delle settimane scorse con i cantieri in A9 che hanno paralizzato la città sono esemplificativi. Oppure le lunghe code di ieri pomeriggio in tangenziale e in altri punti della città per un piccolo cantiere comunale in fase di chiusura e per l’ultimazione di un altro intervento sempre sulla A9 la riprova. E se a ciò si aggiungono scelte sbagliate come quella di avviare dei lavori in via Borgovico durante la mattina, come accaduto lo scorso luglio, per agire sull’acquedotto – cantiere poi subito stoppato – ecco che il tema viabilità a Como è da sempre critico. E torna ovviamente ancor più di attualità pensando che da lunedì 13 in movimento ci saranno anche migliaia di studenti. Per di più ci saranno anche più mezzi vista la decisione del Tavolo prefettizio sulla mobilità di prevedere, almeno fino alla conclusione del mese di ottobre, un doppio ingresso – alle ore 8 e 10 – per i ragazzi. Tanti dunque i temi da analizzare che però rimandano tutti allo stesso problema: la mancanza, ormai da vent’anni – allora lo realizzò l’ex assessore Nini Binda – di un Piano del Traffico. Nei mesi scorsi l’assessore comunale alla partita Pierangelo Gervasoni aveva promesso che questo fondamentale documento sarebbe stato redatto per la fine del mandato della giunta Landriscina. In attesa di vedere se ciò troverà riscontro nella realtà, per adesso i nodi e i nervi scoperti sono tanti. A partire dai lavori di consolidamento del viadotto dei Lavatoi, che dovrebbero permettere poi la riapertura al transito di tutti i veicoli. Opera strategica per quanti arrivano da fuori Como. A complicare ulteriormente questo cantiere anche gli episodi sempre più frequenti di camion che ignorano i divieti di transito sul ponte. Ieri ad esempio, un camion è riuscito a infilarsi tra i new jersey e attraversare il ponte, nonostante la segnaletica stradale che indica lo stop ai mezzi pesanti. Si tratta, come detto, dell’ultimo di una lunga serie di episodi analoghi, con camionisti che tentano di imboccare il viadotto – chiuso al transito dei mezzi pesanti dal luglio del 2017 – salvo poi restare incastrati con il mezzo all’ingresso del ponte, bloccati tra le barriere, o ritrovandosi con il proprio camion danneggiato per l’impatto con i jersey.
Scendendo verso la città, in fonda alla Napoleona, ecco la rotonda di San Rocco. Adesso, dopo polemiche e sperimentazioni, si stanno eseguendo i lavori definitivi che potranno creare disagi. Infine, anche se gli esempi potrebbero essere molteplici, il nodo di via Borgovico. Qui gli interventi all’acquedotto cittadino, che sarebbero dovuti partire prima dell’estate, ma che il Comune ha deciso di sospendere dopo che l’avvio dei lavori aveva paralizzato la città per un’intera giornata, sono ancora da definire. Un sistema molto delicato dunque, pronto a saltare immediatamente se qualche elemento esterno, possibile e preventivabile, come dei lavori sull’Autostrada – e il recente passato lo dimostra – dovessero intervenire. Alla base di tutto diventa sempre più urgente dotarsi di un Piano del Traffico che Como attende da oltre 20 anni. «Serve un’analisi dei flussi di mobilità che consenta di identificare le aree più interessanti di interscambio, riguardare le temporizzazioni semaforiche lungo gli assi di penetrazione alla città – dice l’ex assessore Nini Binda – Il nuovo piano dovrà disegnare scenari alternativi in quelle aree periferiche dove la mobilità su gomma rimarrà cruciale. Il piano deve essere fatto precedere da approfonditi studi».

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