SICUREZZA A RISCHIO E SPRECO DI DENARO

di DARIO CAMPIONE

L’opera dimenticata e quella inutile
Settembre 1983. L’allora ministro dei Lavori pubblici, Franco Nicolazzi, leader del defunto Partito Liberale, taglia il nastro della galleria di Cernobbio. L’opera, giudicata all’avanguardia per le modalità di costruzione e per i sistemi di sicurezza installati, libera finalmente il paese del primo bacino del Lario dall’incubo quotidiano delle code all’ingresso della strettoia.
Trent’anni sono pochi se conteggiati con l’abaco della storia. Ma diventano un’era geologica se misurati
con l’evoluzione della tecnologia.
Ciò che sembrava futuribile sull’imbrunire del secolo scorso appare oggi irrimediabilmente vecchio e malandato. Inadatto. Da cambiare.
Il tunnel sulla Regina dev’essere ammodernato da tempo.
L’Anas, che aveva annunciato nel 2009 lo stanziamento di 5 milioni di euro per interventi immediati, non ha però al momento messo mano al cantiere. Evidentemente, la categoria dell’urgenza sfugge nei suoi presupposti fondamentali ai dirigenti dell’Ente strade. A tre anni di distanza nulla è cambiato. Nulla sembra nemmeno essere sul punto di cambiare.
Il Corriere di Como ha chiesto il motivo di questo ritardo. La risposta è stata, sin qui, un imbarazzato e ingiustificabile silenzio.
I vertici dell’Anas non possono però continuare a tacere. Hanno un dovere preciso al quale devono attenersi: informare i cittadini sulle cause che hanno impedito e impediscono i lavori di messa in sicurezza della galleria. Ogni giorno migliaia di persone percorrono in auto i 2,4 km scavati sotto il Bisbino. Queste persone pretendono di avere certezze sulla sicurezza del tunnel. Non c’è da aggiungere altro.
Molto, invece, ci sarebbe da dire (e da ridire) sull’operazione che la Provincia di Como sta portando avanti relativamente a un’altra galleria.
Ieri mattina sono state aperte in via Borgovico le buste per la variante di Pusiano, poco più di 2 km di asfalto e di cemento per i quali è prevista una spesa di 33 milioni di euro.
A Villa Saporiti si spera che le offerte, stante anche la crisi del settore edile, siano vantaggiose. In cassa ci sono soltanto 20 milioni. Il resto, qualora servisse, dovrà essere racimolato con un mutuo. Si scommette sul buon cuore degli impresari e sul bisogno di lavoro. La logica dei saldi di fine stagione applicata ai cantieri. L’appalto con lo sconto, insomma. E che Dio ce la mandi buona, perché ogni possibile imprevisto diventerebbe un dramma.
Al di là del dibattito sull’utilità della variante, opera discussa e discutibile, le modalità di assegnazione dei lavori lasciano spazio a molti dubbi.
Non solo. Fino a qualche mese fa, quando ci si preparava alle elezioni di primavera, il tunnel di Pusiano era impugnato e agitato come un’arma (impropria) del consenso. Lega e Autonomisti, in particolare, ne hanno fatto una questione d’onore politico (il loro), sfidando anche il buon senso. Con il senno di poi non si giudica la storia (e nemmeno la cronaca). Ma sarebbe divertente, oggi che le elezioni provinciali sono state cancellate con un colpo di penna dal governo, poter fare un passo indietro e chiamare di nuovo i partiti a decidere.
C’è da scommettere che qualcosa cambierebbe.

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