Sicurezza in provincia di Como. La replica dei sindaci al questore «Risorse scarse, facciamo il possibile»

Un posto di controllo della polizia locale di Cantù

A Cantù sono stati aumentati i controlli di sera e di notte, a Erba vengono battuti palmo a palmo i quartieri, a Como si punta sulla videosorveglianza.
Una frase ricorre in tutti i discorsi: «Facciamo il possibile con le risorse che abbiamo».
All’indomani della diffusione dei dati sui reati in provincia di Como da parte del questore, Giuseppe De Angelis, alcuni sindaci intervengono e rispondono anche all’appello – lanciato dagli uffici di viale Roosevelt – di porre maggiore attenzione ai territori di riferimento mettendo in atto i poteri che il legislatore ha dato agli amministratori. Nel mirino soprattutto i permessi rilasciati ai locali e le verifiche sulle strutture ricettive come i Bed& Breakfast, «perché la prevenzione e il contrasto alla criminalità – ha detto il questore – passa anche da qui».
Iniziamo il nostro giro di reazioni da Como, dove si punta sulla videosorveglianza. «La sicurezza è il primo punto del nostro mandato – ha dichiarato il sindaco, Mario Landriscina – in termini di integrazione dei sistemi informativi e di collaborazione investigativa con le altre forze dell’ordine la polizia locale è in prima linea. Inoltre abbiamo interesse a portare avanti la videosorveglianza, è una volontà che richiede uno sforzo economico ma dove abbiamo attivato le sperimentazioni che stanno dando buoni risultati».
Infine una riflessione sui controlli delle attività ricettive del territorio. «Su questo lavorano ben tre settori – aggiunge il primo cittadino di Como – Abbiamo già fatto sanzioni e l’attenzione è alta. Fondamentale e imprescindibile – conclude – è il lavoro con polizia, carabinieri e guardia di finanza».
A Erba i furti nelle case in un anno sono aumentati del 45%.
La polizia locale si muove anche su Eupilio e Pusiano, l’organico è composto da 14 agenti.
«Con gli uomini che abbiamo cerchiamo di garantire come possiamo la sicurezza dei cittadini – sottolinea il sindaco Veronica Airoldi – Ad esempio, in modo casuale e senza preavviso si decide di chiudere un quartiere, vengono ridotte le vie d’ingresso e ad ogni accesso vengono collocati gli agenti che controllano tutte le auto in entrata e in uscita e i conducenti. È capitato – aggiunge – che una vettura forzasse il posto di blocco, evidentemente aveva qualcosa non in regola. Magari non risolviamo tutti i problemi ma è comunque una strada che stiamo percorrendo. Certo – dice ancora – la dotazione delle polizie locali è comunque inferiore rispetto alle esigenze dei Comuni».
Infine una riflessione sulle altre verifiche: «Non abbiamo i problemi che si registrano nelle zone più turistiche – conclude Airoldi – ma la nostra attenzione su alcuni locali noti è alta».
Da Erba a Cantù, territorio che invece tra il 2018 e il 2019 ha quasi dimezzato i colpi negli appartamenti. «I numeri ci fanno ben sperare ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia – commenta l’assessore alla Sicurezza, Maurizio Cattaneo – Sono fiero del lavoro della nostra polizia locale e ringrazio la Prefettura per i continui controlli congiunti da parte di tutte le forze dell’ordine. Il nostro comando, ad esempio, ha i turni notturni e li abbiamo implementati del 30% per tutelare la cittadinanza in una fascia oraria in cui ci si sente più vulnerabili». «Inoltre stiamo mettendo in atto piani intercomunali per fare rete e cercare di gestire ancora meglio le risorse – aggiunge l’assessore della “Città del Mobile” – Concordo con il questore, dobbiamo fare sempre di più e tenere gli occhi aperti su tutti i fronti».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.