Sicurezza: le aree a rischio, dal centro alla periferia. Chieste l’istituzione di una commissione speciale e bodycam per i vigili
Città, Cronaca

Sicurezza: le aree a rischio, dal centro alla periferia. Chieste l’istituzione di una commissione speciale e bodycam per i vigili

Almeno sei piccole zone a rischio tra il centro della città e la periferia. La questione della sicurezza è tornata di stretta attualità a Como.
Un’emergenza – anche se questo termine viene spesso usato in modo improprio – a macchia di leopardo, che si sposta da zona a zona, dal centro alla periferia.
L’ordinanza che impone un coprifuoco alle 18 ad alcuni locali di via Anzani è solo l’ultimo segnale di una situazione difficile. Non si tratta infatti di problemi di tavolini o di musica alta in una città turistica, bensì di ordine pubblico. A poche centinaia di metri da via Anzani, c’è poi la questione irrisolta di piazza San Rocco. L’eliminazione delle panchine ha ridotto i bivacchi, ma i problemi con i frequentatori di alcuni locali tra la piazza e via Milano Alta, sono all’ordine del giorno. In un ipotetico triangolo critico, il terzo vertice è in piazza Vittoria, con le forze dell’ordine più volte intervenute per episodi di spaccio. In giugno, due autisti di Asf vennero aggrediti da un gruppo di stranieri che non volevano pagare il biglietto.
Il degrado sociale dei giardini a lago è poi sotto gli occhi di tutti ed è alleviato solo dalla presenza di presidi fissi delle forze di polizia.
Dal centro alla periferia, con un’area di Camerlata in cui sono quotidiane le segnalazioni alle forze dell’ordine. Da via Santa Brigida a piazza Camerlata, con un ultimo episodio violento in via Scalabrini. A Ponte Chiasso il problema è causato invece dal fenomeno del pendolarismo dell’ubriachezza. Centinaia di giovani svizzeri, e non solo, approfittano dei prezzi più bassi dei cocktail nei locali, rispetto al Canton Ticino. Il caso verrà discusso domani sera in consiglio comunale. L’assessore alla Sicurezza, Elena Negretti, su queste colonne ha annunciato che martedì incontrerà i gestori del bar di via Anzani e in seguito anche gli altri destinatari del coprifuoco. Ha già previsto un’assemblea aperta ai residenti, per cercare soluzioni. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Sergio De Santis, ufficiale della guardia di finanza, ha proposto da tempo l’istituzione di una commissione per la Sicurezza. Se ne parlerà domani alle 14 a Palazzo Cernezzi, in sala gruppi politici. De Santis ha delle proposte concrete da presentare per migliorare la sicurezza. «Credo che l’assessore Negretti e il sindaco Landriscina stiano affrontando correttamente la questione – dice – Tutti noi consiglieri dovremmo migliorare il dialogo con i residenti per trovare soluzioni. Anche per questo ho chiesto di istituire la commissione permanente, che non avrà poteri di polizia, ma di ascolto sì. Si deve andare nei quartieri e riprendere il lavoro che veniva svolto dalle circoscrizioni. Poi servono provvedimenti immediati».
Su questo tema, De Santis, lancia due proposte.
«Oggi la tecnologia ci viene incontro e va sfruttata – dice – La città va mappata attraverso la videosorveglianza e, come avviene già per alcune polizie locali della Toscana e dell’Emilia Romagna, bisogna dotare tutti gli agenti di bodycam indossabili». Si tratta di piccole telecamere in grado di trasmettere in tempo reale le immagini alla centrale operativa.
Progetti difficili da gestire nel breve periodo? Tutt’altro. Proprio ieri Regione Lombardia ha annunciato il finanziamento di 3,6 milioni di euro a favore di Comuni singoli o in forma associata per la realizzazione di progetti di video sorveglianza nel biennio 2018-2019. Altri 400mila euro sono stati destinati in modo specifico per l’acquisto di telecamere mobili, le bodycam.
L’iter era già stato avviato con una delibera della giunta Fontana tra maggio e luglio, su proposta dall’assessore alla Sicurezza, polizia locale e Immigrazione, Riccardo De Corato.

28 ottobre 2018

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Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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