Sigarette di contrabbando, in otto a giudizio

Nei guai una romena di Guanzate

Otto rinviati a giudizio e una sola posizione per cui è stata letta la sentenza di non luogo a procedere. Più una condanna in Abbreviato a un anno e otto mesi. Sono queste le decisioni del giudice dell’udienza preliminare di Como, Luciano Storaci, in merito ai quintali di sigarette di contrabbando importati dalla Svizzera e poi rivenduti sul territorio della provincia di Como.
Cessioni che hanno toccato diversi comuni, soprattutto Guanzate ma anche Ronago, Cagno, Faloppio, Appiano Gentile, Villa Guardia, Alzate Brianza, in un

periodo compreso tra il marzo e il dicembre del 2011.
L’unica persona che ne è uscita al momento senza conseguenze è un 85enne di Faloppio, padre di un altro indagato. A pesare potrebbe essere stata la non certezza del fatto che l’anziano sapesse davvero cosa fosse contenuto nei pacchi che il figlio aveva detto di lasciargli a casa. All’uomo veniva infatti contestato un solo episodio del 17 giugno 2011 in cui gli furono trovate 50 stecche di sigarette poi risultate di contrabbando.
Gli altri indagati che avevano scelto di rischiare un eventuale rinvio a giudizio compariranno in aula tra oltre un anno, il 23 gennaio 2015. Una sola imputata, una romena di 38 anni residente a Guanzate, ha rimediato una condanna a un anno e 8 mesi in Abbreviato. L’accusa per tutti è il contrabbando di tabacchi lavorati esteri, con variazioni previste dal comma 1 o comma 2 dell’articolo specifico in relazione ai chili di sigarette illegali trasportati o venduti, ovvero se sopra o sotto i 10 chili.

M.Pv.

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