Sigarette troppo care in Ticino. Il contrabbando delle bionde oggi va “controcorrente”

Un pacchetto in Svizzera potrebbe presto costare 6 euro
Aumenta il prezzo delle sigarette in Svizzera e si intensifica il contrabbando.
Questa volta però le “bionde” non viaggiano più – come ai tempi degli spalloni – dalla vicina confederazione verso l’Italia. Ma compiono il tragitto inverso. La via del tabacco si è infatti ribaltata.
A causa del peso crescente della moneta svizzera è infatti diventato più conveniente acquistare le sigarette nelle tabaccherie comasche.
Un trend destinato ad aumentare se, come ha recentemente
deciso il Consiglio Federale, in Svizzera il pacchetto di sigarette avrà un ulteriore rincaro e arriverà a costare fino a 8 franchi, oltre 6 euro e mezzo. Da noi oltre i 5 euro a pacchetto non si va. Il provvedimento permetterà di far entrare nelle Casse federali 50 milioni di franchi all’anno.
Ufficialmente non è ancora stato deciso nulla, ma la volontà delle autorità di Berna sembra essere concreta e si sta lavorando per varare il provvedimento già nelle prossime settimane.
L’ultimo incremento risale al 2011. Cifre che non passano inosservate agli amanti delle sigarette e così ecco che sempre più ticinesi, desiderosi di risparmiare qualche franco, varcano il confine. Alcuni lo fanno in maniera regolare, altri invece cercano di riempire il bagagliaio dell’auto con il maggior numero di stecche da rivendere. Ne sanno qualcosa le guardie di confine in servizio tra Ponte Chiasso e Brogeda sempre più alle prese con sequestri e multe per prodotti importati proprio dalla nostra provincia in quantità superiori ai ferrei limiti tollerati, cioè dieci pacchetti.
Un continuo aumento del numero di persone che arrivano in dogana con diverse stecche, fino al caso recente di un’automobilista che ne aveva addirittura 79. Nei primi quattro mesi dell’anno – in base ai dati più recenti – le guardie di confine elvetiche avevano scoperto 250 casi di importazione irregolare. Va detto che in Svizzera una stecca può costare sugli 80 franchi – circa 67 euro. Mentre in Italia si spendono 50 euro. Un sostanzioso risparmio per i frontalieri delle “bionde”.
«Aumentano i clienti ticinesi – confermano i tabaccai del comasco – Dopo anni di quasi parità, infatti, ora tutto il settore dei tabacchi è decisamente più allettante da queste parti, dove gli svizzeri risparmiano mediamente il 30%».
E dire che sul contrabbando di sigarette avevano vissuto intere generazioni di spalloni che con la mitica bricolla – lo zaino studiato per contenere un carico di 800 pacchetti – attraversavano il confine per vendere il loro prezioso carico in Italia.
«Non ho ovviamente dati utili in tema di contrabbando – spiega Giovanni Casartelli, presidente della Federazione italiana tabaccai per Como – Anche se immagino che questo aumento dei costi in Svizzera lo possa incentivare. Personalmente posso invece confermare, dopo averne parlato con altri colleghi, come ci sia un incremento effettivo nel numero degli acquirenti di sigarette in arrivo dalla Svizzera».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Fumo irregolare. Ecco una vera e propria montagna di pacchetti di sigarette sequestrate quest’anno dalle guardie di confine ticinesi ad automobilisti diretti in Svizzera 

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