Siluri e tartarughe nel lago. “Alieni” sott’acqua a Pusiano

altIl veterinario Asl: da debellare la diffusione di specie non autoctone
Il Lago di Pusiano, meta prediletta per turisti in cerca di relax e scorci mozzafiato in terra di Brianza, è anche molto battuto dai pescatori, non solo del paese ma anche delle zone limitrofe.
Oltre ai classici pesci, però, lo abitano negli ultimi anni alcuni “intrusi”. Le segnalazioni della presenza di tartarughe, abbandonate sulle rive del lago da vacanzieri in partenza per le ferie, e pesci siluro di grandi dimensioni si stanno susseguendo. Siamo quindi andati a controllare, interpellando

la gente del luogo.
Diego Biella, responsabile dell’Egirent, società che detiene i diritti di pesca e navigazione del Lago di Pusiano, getta acqua sul fuoco e ritiene assolutamente nella norma la situazione: «Il numero delle tartarughe presenti è contenutissimo e non reca alcun danno a livello ittico».
Stesso discorso per il pesce siluro, la cui popolazione «è ridotta e non tale da poter prendere il sopravvento sul resto della fauna acquatica» come conferma l’ultima rilevazione effettuata due settimane fa dagli idrobiologi della società, con lo scopo di individuare esemplari di questa particolare specie di pesci per sopprimerli, nella quale «ne sono stati trovati soltanto quattro o cinque in più di sei ore d’ispezione».
Se ambo i fenomeni non paiono essere preoccupanti, restano comunque parecchie testimonianze che ne confermano l’esistenza già da qualche anno.
Emilio Ceola, pescatore che frequenta assiduamente Pusiano, vede «spesso siluri nel lago, pur non avendone mai pescati personalmente». «Mi è capitato – racconta – di assistere un altro pescatore che ne ha preso uno di 27 chili».
Sulle tartarughe abbandonate, afferma che «l’abitudine era maggiore gli anni scorsi. Oramai – aggiunge – gli esemplari sono cresciuti e si sono ambientati». Un cittadino del luogo, Gianni Carissimi, si concentra sul fenomeno dell’abbandono delle tartarughe: «È sempre stato così, non ci si può fare niente. Il problema di fondo è la mancanza di educazione e di rispetto per la natura».
In proposito si è espresso anche il vicesindaco di Pusiano, Piermario Roda, secondo cui entrambe le situazioni vanno monitorate, anche se, per ciò che concerne la presenza di tartarughe, conferma: «Era maggiore negli anni passati, soprattutto intorno all’Isola dei Cipressi». Roda si sofferma sul pesce siluro, «presente nel lago, ma che bisogna cercare di trasformare in una risorsa alimentare, anche se non molto appetibile». La situazione non pare preoccupante, ma occorre tenere alta l’attenzione per i danni che un’intensificazione della presenza delle due specie potrebbe portare.
Giulio Gridavilla, responsabile veterinario dell’Asl di Como, descrive gli effetti possibili in caso di superamento della soglia di allarme. «Il pesce siluro squilibrerebbe la popolazione ittica del lago, poiché, ponendosi all’apice della catena alimentare, andrebbe a compromettere l’intero ecosistema. Riguardo alle tartarughe – afferma l’esperto dell’Asl – occorre compiere una distinzione preliminare. Gli esemplari più comuni, quelli della Florida, non creerebbero particolari disagi. Le tartarughe azzannatrici, meno comuni, al contrario, sarebbero particolarmente problematiche, in quanto, oltre a essere un pericolo per i bagnanti, non sarebbero in grado di coesistere con le altre specie e le attaccherebbero». L’introduzione nell’ambiente di specie non autoctone, conclude Gridavilla, è un «fenomeno in netta ascesa su tutto il territorio e va assolutamente debellato perché i danni che provoca sono gravissimi».

Nella foto:
A sinistra e sopra, pescatori in azione ieri mattina sul Lago di Pusiano, che si ritiene infestato da specie non autoctone (fotoservizio Fkd)

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