Silvio Berlusconi rilancia: «Forza Italia al posto del Pdl». Gaddi: «La giustizia trionfa». Molinari: «Da ex An dico no»

La proposta del Cavaliere divide
Due voci soltanto, ma decisamente indicative. Il tema sottoposto a Sergio Gaddi e Stefano Molinari è la proposta lanciata da Silvio Berlusconi, ieri mattina, tramite il giornale tedesco “Bild”: abbandonare il Pdl e rinominare il nuovo soggetto con l’antica sigla “Forza Italia”. Passaggio non propriamente neutro, ovviamente, visto che l’attuale Popolo della Libertà nacque 3 anni dalla fusione (più o meno perfetta) tra Alleanza Nazionale e, appunto, la berlusconiana Forza Italia. Chi si dichiara raggiante per l’ipotesi di un ritorno
alle origini (le sue, almeno) è Gaddi, tra i fondatori di Forza Italia nel 1993, poi confluito nel Pdl e infine creatore della nostalgica Forza Cambia Como per le recenti elezioni amministrative.
«Io non posso che rallegrarmi del fatto che il presidente Berlusconi abbia deciso di tornare – ha esordito Gaddi – È evidente che non esiste alcuna figura nemmeno minimamente paragonabile a lui in termini di carisma personale. E comunque, al dì là del nome dell’eventuale nuovo soggetto, che sia Forza Italia o altro, ciò che più conta è che Berlusconi è comunque intenzionato a recuperare lo spirito forzista, che non è assolutamente estinto». L’ex assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, sul tema specifico del nome del partito, si lascia poi andare a un entusiastico “la giustizia, alla fine trionfa”. Salvo poi tornare al tema della possibile ricandidatura a premier di Berlusconi: «Sono convintissimo che il presidente sia più vivo e in forma che mai e ancora una volta, come ha fatto nel 1994, sarà capace di dare la svolta liberale che è sempre quanto mai necessaria per l’Italia. Di sicuro posso già annunciare che in qualunque movimento sarà Berlusconi, sarò presente anche io».
Da una voce forzista a una storicamente e saldamente ancorata all’esperienza che fu Alleanza Nazionale: Stefano Molinari. Il quale – esattamente come a molti esponenti nazionali ora nel Pdl, ma provenienti dallo stesso passato politico – nemmeno prende in considerazione l’idea di passare sotto le insegne riproposte di Forza Italia. «Nel Pdl sono confluite anime diverse, ma non mi sembra garbato, per usare un eufemismo, rifondare Forza Italia. Piuttosto – aggiunge l’ex assessore ai Lavori pubblici e componente, fino a fine maggio, del coordinamento provinciale del Pdl – credo che sarebbe più opportuno pensare a ridare spinta e nuova linfa al partito attuale, senza bisogno di rifondare alcunché. Bisogna dare stimoli nuovi alla nostra base e recuperare l’entusiasmo. Non credo proprio che le persone che provengono da An sarebbero stimolate da un cambio di nome con Forza Italia. Anzi – chiude Molinari – potrebbe essere dannoso e portare a una nuova perdita di consensi. D’altronde io sono entrato nel Pdl quando è nato, ma prima ero in un altro partito. Non era Forza Italia, e un motivo ci sarà stato».

Emanuele Caso

Nella foto:
Due storie
A sinistra, il logo storico di Forza Italia, il partito fondato tra il 1993 e il 1994 da Silvio Berlusconi per la sua discesa in campo. A destra, l’attuale simbolo del Pdl, nato dalla fusione tra Forza Italia e An

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