Silvio Cuoco e la “scala per il cielo”

altL’addio al dirigente sportivo
Il figlio Andrea intona la canzone dei Led Zeppelin. E la moglie: «Adesso non lasciate che tutto finisca»
«A papà non sarebbe piaciuto un funerale dove si recitano solo “Ave Maria”, così ho pensato di dedicargli una canzone». Poi si mette alla chitarra e suona “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin. Andrea Cuoco ha 15 anni, è il primogenito di Silvio, lo ricorda nel fisico e anche nel carattere solare.
Gioca anche lui a calcio, ruolo portiere, come il papà che se n’è andato troppo presto a causa di un incidente stradale, proprio quando gli stava insegnando tutti i segreti per difendere

la rete. Andrea sul suo profilo Facebook ha messo una foto in bianco e nero del padre e la scritta “I have so much to say but you’re so far away. Ciao papi”. Adesso ci vorrebbe una scala per il cielo come nella canzone dei Led Zeppelin che suona al termine del funerale. E quello di Andrea non è l’unico messaggio che fa gonfiare il cuore ai tantissimi presenti nella chiesa di Santa Maria Nascente a Erba.
C’è l’amico che rievoca tra le lacrime la disponibilità di Silvio a organizzare un incontro di calcio per ricordare il fratello scomparso, ma soprattutto c’è il sorriso di Carolina, la giovane vedova di Silvio.
«Io sorrido perché Silvio avrebbe voluto così – dice dall’altare – Poco prima dell’incidente mi ha mandato un messaggio, c’è scritto “Non mollare mai”, quasi una premonizione».
«E io – dice ancora la donna, spalla fondamentale in tutte le attività imprenditoriali di Cuoco – ora mi rivolgo a voi, non è il caso che faccia dei nomi, ma non lasciate che tutto il lavoro che ha fatto Silvio finisca con lui. Io sono qui, e sono pronta come in questi diciannove anni al suo fianco a continuare questa avventura, ma mi serve il vostro aiuto».
Carolina parla anche del cellulare di Silvio. Il numero di Cuoco non poteva mancare nell’agenda degli appassionati di calcio e beach soccer.
«Fino a lunedì ha continuato a squillare – dice – Squillava sempre, e a volte rispondevo io. Ora voglio mantenere quel numero e se qualcuno vorrà chiamare io ci sarò sempre».
È una donna forte, Carolina. Per tutta la funzione abbraccia e accarezza i suoi figli, il primogenito Andrea e la più giovane, che si chiama Carolina, proprio come la mamma. Entrambi sono costretti a crescere in fretta ora. In prima fila ci sono anche i genitori di Silvio, la nonna, tutti i parenti.
Poi ci sono i collaboratori e i giocatori del beach soccer, c’è chi è arrivato da Roma e da Catania per salutare l’amico. Quando Cuoco ha iniziato a scommettere sul calcio sulla sabbia la disciplina era pressoché sconosciuta. Ora i tornei vengono disputati in tutte le spiagge e le piazze d’Italia.
In chiesa, con la divisa e il gonfalone nerazzurro, si fa notare la squadra degli Allievi dell’Atalanta, dove gioca Andrea Cuoco. Anche Silvio stava collaborando con il vivaio orobico. Ad accompagnare i ragazzi pure il talent scout Mino Favini, indimenticato allenatore e formatore di campioni anche al Como.
In posizione più defilata ecco l’ex azzurro Mario Manzo, che nella Canzese di Cuoco e Remondina arrivò alla promozione in serie C2. C’è l’ex presidente del Como Antonio Di Bari, che pur solo per pochi mesi ebbe Cuoco come direttore sportivo in viale Sinigaglia, con lui l’ex team manager Massimo Mascetti. Sono presenti tanti protagonisti del calcio lariano di tutte le categorie, allenatori e dirigenti, da Alessandro Gini a Giulio Peverelli.
Nessuno è voluto mancare all’ultimo saluto a Silvio Cuoco. Ci sono anche tanti erbesi. È il sabato dopo Ferragosto, diverse famiglie sono ancora in vacanza, ma chi è rimasto in città è tra i banchi della chiesa oppure in piazza Prepositurale ad attendere il termine del funerale.
Il parroco, don Giovanni Aldo Afker, sa toccare le giuste corde. Parla sempre della vita di Silvio, una vita intensa, spesa a promuovere lo sport e la gioia. Anche nelle letture si respira aria di speranza e di resurrezione.
«Se la morte può essere intesa come una sconfitta – dice il sacerdote – questa deve dare la forza per mettersi in gioco di nuovo per vincere». Gli sportivi lo sanno bene. E Silvio Cuoco avrebbe voluto così.
Il cielo è grigio sopra Erba. Quando esce la bara di Silvio, portata dagli amici più cari, cade anche qualche goccia di pioggia, ma nulla può fermare l’abbraccio della gente ai familiari dello sfortunato dirigente sportivo e imprenditore che anche sulla bara ha avuto il pallone e i guanti da portiere.

Paolo Annoni

Nella foto:
Sopra, Silvio Cuoco, nell’immagine postata su Facebook dal figlio Andrea. Il dirigente sportivo e imprenditore di Erba è scomparso in seguito a un incidente stradale avvenuto lunedì sera ad Albavilla. Cuoco aveva 43 anni e aveva ricoperto il ruolo di direttore sportivo della Canzese fino alla promozione in C2 e del Calcio Como nell’anno 2008

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