Silvio Garattini: «Dovremmo produrre in Italia vaccini idonei»

Silvio Garattini

La campagna vaccinale, i ritardi e la futura ripartenza. Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano, ospite ieri mattina di Etg+ Today, ha analizzato la situazione partendo dallo stop negli Stati Uniti del vaccino di Johnson & Johnson e dalla necessità per l’Italia di iniziare a produrre vaccini. Sulla ripartenza è categorico. «Si potrà iniziare a parlarne quando avremo vaccinato almeno più del 50% della popolazione». Un ragionamento che parte da un’amara constatazione.

«Purtroppo abbiamo ancora in Italia più di 400 morti al giorno – spiega il presidente dell’Istituto Mario Negri – Ecco allora che diventa decisivo riuscire a vaccinare un numero sempre maggiore di italiani ogni giorno. Siamo in grande ritardo. Abbiamo bisogno di vaccini e vaccinazioni perché altrimenti l’idea di immunizzare il 70% degli italiani sarà un sogno».

Ecco allora, come detto, che facendo una previsione temporale per un ritorno alla normalità, il professore prevede che una situazione di normalità sarà raggiungibile «dopo aver vaccinato più del 50% della popolazione. Solo allora entreremo in una realtà che si potrà avvicinare a un possibile, seppur lento, ritorno alla vita di prima». Inevitabile dunque chiedere se questo passaggio cruciale potrà essere compiuto, come più volte annunciato da Regione Lombardia, entro il prossimo mese di giugno.

«Sono molto preoccupato da queste affermazioni – conclude Silvio Garattini – Anche le migliori organizzazioni se non hanno i vaccini a disposizione faticano a progredire con la campagna vaccinale. Penso infatti che anche noi in Italia dovremmo mettere a punto situazioni tali che ci possano portare a fabbricare da noi dei vaccini da poter così utilizzare senza dover aspettare gli altri».

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