Sindacati contro la Lega dei Ticinesi che vuole chiudere le dogane

Dogana di Ponte Chiasso (Como), Italia - Svizzera. Ingresso frontalieri.

«Pensare di poter fermare un’epidemia con delle barriere fisiche, mi sembra un’assurdità per non dire di peggio». Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale della Cgil Frontalieri, con una battuta cerca di smontare l’ennesima provocazione della Lega dei Ticinesi che, tramite Lorenzo Quadri, nelle ore scorse è tornata alla carica dei frontalieri. In un’interpellanza presentata al Consiglio nazionale infatti è stato chiesto di prevedere controlli più rigidi, l’immediata chiusura dei valichi secondari e l’obbligo di tampone negativo che i frontalieri dovrebbero presentare ogni giorno in dogana all’ingresso in Svizzera oltre alla verifica sul rispetto del telelavoro anche per i frontalieri.

«Ciò che più fa riflettere è constatare come questa pandemia non abbia fatto capire che la politica delle chiusure non porta a nulla. È passato un anno e nulla è cambiato – spiega Augurusa – Se ci si muove singolarmente non se ne esce. Al contrario è necessario essere ancor più collaborativi, insistere su un coordinamento anche perché, ribadisco ancora una volta, i frontalieri sono essenziali per far funzionare i servizi ticinesi, anche in questo periodo di emergenza». Un pensiero che accomuna anche Pancrazio Raimondo, responsabile nazionale della Uil Frontalieri.

«Mi sembrano richieste senza senso. La Svizzera inoltre accetta la libera circolazione così come le linee guida europee in tale materia previste per l’emergenza, dunque chi parla di blocchi o chiusure delle frontiere sta proprio sbagliando – spiega il sindacalista della Uil – Inoltre se si hanno delle idee che potrebbero realmente essere utili per contrastare o arginare il contagio, sarebbe meglio discuterle insieme. Nulla è precluso e se dovessero essere percorribili tanto di guadagnato ma qui mi sembra ci sia solo la ricerca del consenso politico. Mi sembra un atteggiamento ideologico e ciò non porta a nulla di positivo».

La conclusione del ragionamento è affidata a Mirko Dolzadelli, responsabile nazionale della Cisl Frontalieri. «Mi sembra francamente solo l’ennesima provocazione – spiega il sindacalista della Cisl – Soprattutto mi sembra un comportamento inutile in un momento così delicato quale è quello che stiamo affrontando. A differenza di tali posizioni di rifiuto sarebbe auspicabile il dialogo e l’apertura». Decisivo infatti, anche in prospettiva futura, una volta usciti dalla pandemia sarà «aver creato rapporti sempre più stabili tra Italia e Svizzera – chiude Dolzadelli – E proprio nelle difficoltà si possono rinsaldare i legami».

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1 Commento

  • Giorgio , 11 Marzo 2021 @ 10:04

    Dato che si tratta di “richieste senza senso”, sarebbe interessante capire perché dal 6 novembre scorso l’Italia richiede invece un tampone negativo agli Svizzeri che vogliono varcare la frontiera. Visto che “fermare un’epidemia con le barriere fisiche è un’assurdità”, sarei proprio curioso di conoscere la risposta.

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