Sindacati e imprenditori ticinesi: «Non cancellate la Lia»

Bandiera Svizzera

Sindacati e imprenditori edili ticinesi uniti a difesa della Lia, la Legge sulle imprese artigianali varata dal vicino Cantone nel 2015 per arginare la concorrenza degli artigiani italiani, in particolare di quelli delle province di confine, tra cui i comaschi.
Nei giorni scorsi il Tribunale amministrativo cantonale ha bocciato la Lia giudicandola illegittima e contraria al diritto elvetico e agli accordi internazionali di libera circolazione. Il Consiglio di Stato, ovvero il governo di Bellinzona, ha preso atto di queste valutazioni e ha chiesto al Parlamento cantonale di «intraprendere i passi necessari all’abrogazione della normativa».
Ma i sindacati ticinesi Ocst e Unia, assieme all’Unione associazioni dell’edilizia (Uae), che raggruppa le principali associazioni di categoria dell’artigianato del settore edile attive in Ticino, hanno chiesto, in una conferenza stampa congiunta che si è svolta  a Bellinzona, di non abolire la Lia, giudicata «necessaria per evitare di perdere numerosi posti di lavoro in Ticino».
L’approfondimento e gli interventi su questo argomento sul Corriere di Como in edicola sabato 17 marzo

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