I sindacati di polizia: «Bravi i colleghi, ma ora rinforzi e organizzazione»

Il plauso ai colleghi milanesi che hanno messo fine alla fuga dell’attentatore di Berlino, da un lato. Le preoccupazioni per le carenze organizzative che mettono a rischio l’attività delle forze dell’ordine e per la presenza ormai accertata di infiltrazioni terroristiche in Lombardia e nel Comasco, dall’altro. I rappresentanti sindacali degli agenti di polizia sottolineano entrambi gli aspetti commentando il fermo e l’uccisione a Sesto San Giovanni del tunisino responsabile della strage di Berlino.

«Naturalmente faccio i complimenti ai colleghi – esordisce Sergio Iaccino, segretario organizzativo del Sindacato italiano lavoratori di polizia Silp-Cgil di Como – Questo intervento ha acceso i riflettori su un mondo che non ci aspettavamo, il terrorista fermato dall’ulti – ma ruota della macchina della sicurezza». «La capacità dimostrata dai colleghi ci porta a ribadire con ancora maggiore forza l’inadeguatezza del questore e dei dirigenti di Como nell’organizzazione del personale – attacca però Iaccino – Da anni non c’è ricambio nelle volanti, dove operano solo poliziotti con molti anni di servizio, che non vengono mai affiancati e sostituiti da forze nuove». Una riflessione infine sul rischio infiltrazioni terroristiche a Como. «A Sesto San Giovanni il terrorista non è arrivato per caso – conclude Iaccino – Noi lavoriamo, come dimostra anche la recente espulsione del tunisino del centro culturale islamico di Como, ma ci sono tante situazioni da monitorare e facciamo fatica».

Ernesto Molteni, segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), evidenzia «l’orgoglio per l’operato dei nostri colleghi». «Resta il fatto che non possiamo abbassare la guardia e non denunciare le condizioni penose in cui siamo a operare – continua Molteni – La presenza di un agente in prova sulla volante, per quanto con un’ottima preparazione, denota che la nostra professionalità non può essere messa in discussione ma neanche mandata al macello. La mancanza di uomini nelle forze dell’ordine porta invece ad agire così. Bravissimi i colleghi, ma restano i punti interrogativi». Molteni critica la pubblicazione dei nomi degli agenti intervenuti. «Denota la superficialità dell’organizzazione dell’apparato sicurezza – attacca – È stata messa a repentaglio la vita dei colleghi, siamo in presenza di organizzazioni vendicative».

Paolo Tabbacco, segretario provinciale del Sindacato italiano unitario lavoratori polizia (Siulp) evidenzia «la grande risposta a chi dice che le forze di polizia sono impreparate». «C’è ancora da fare per le difficoltà legate alla carenza di mezzi e organici, ma la professionalità è indiscussa», commenta. Resta l’allarme per la situazione complessiva. «Ci preoccupa che il terrorista ha traversato mezza Europa prima di essere fermato – conclude Tabbacco – Le falle ci sono nel continente, è evidente. Non è certo l’Italia ad avere i maggiori problemi, anche se non dormiamo sonni tranquilli e chiediamo che l’apparato di sicurezza sia messo al centro dell’agenda politica di ogni governo».

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