Sindacati preoccupati per il futuro di Campione d’Italia e del Casinò

campione d'italia

Prima la lettera del giudice delegato del Tribunale di Como, Marco Mancini, poi le parole del sindaco di Campione d’Italia. Due passaggi, tutti accaduti nelle ultime ore, che hanno ovviamente acceso ancora una volta i riflettori sulla situazione di Campione d’Italia e naturalmente del casinò, fonte di reddito e sussistenza in passato per migliaia di famiglie e che si spera possa ancora garantire degli stipendi in futuro.

Ma le richieste in arrivo dal Tribunale e i dubbi che si trascinano ormai da mesi, da quando venne annunciata la riapertura della casa da gioco a fine dicembre del 2021, riemergono ancora una volta immutate anche nei ragionamenti dei sindacati che monitorano costantemente la situazione in atto a Campione d’Italia. «Da tempo ci domandiamo quali siano le reali intenzioni dell’amministrazione. In passato più volte abbiamo chiesto che venissero organizzati degli incontri per confrontarci. Incontri che non sono mai stati organizzati. Adesso queste ulteriori notizie in arrivo dal Tribunale non possono che allarmarci e farci pensare che ci siano difficoltà ulteriori in vista di una ripartenza annunciata per il 31 dicembre che pare irrealistica», spiega Nunzio Praticò segretario Cisl funzione pubblica dei Laghi.

«Dobbiamo sapere cosa accadrà. E che ruolo avrà il Comune e i suoi dipendenti. In passato, ad esempio, il servizio controlli nel Casinò era un’attività del Comune. In futuro? Siamo preoccupati per l’assenza di informazioni», dice Vincenzo Falanga della Uil.

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