Sindacato e tute in Tnt, il chiarimento dell’Asst Lariana

Su un totale di quasi un milione e mezzo nel mondo

Per i sindacati di Como, in alcuni presidi sanitari del territorio, ci sarebbe una «probabile carenza nella fornitura di alcune tipologie di dispositivi di protezione individuali, con particolare riferimento a casacche e pantaloni monouso in tnt (tessuto non tessuto ndr)». Lo denunciano in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil, inviata al direttore generale dell’Asst Lariana Como, Fabio Banfi, e al responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’Asst Lariana. Il sindacato fa riferimento alle indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità. «Raccomanda come dispositivi medici di prevenzione del contagio da coronavirus, all’interno del contesto lavorativo, sempre e in ogni caso l’uso del camice o grembiule monouso» si legge. La risposta di Asst Lariana non si è fatta attendere.

«Come ho già dichiarato i problemi dei nostri operatori sono i nostri problemi e il primo obiettivo è mettere tutti nelle condizioni di lavorare in sicurezza e serenità. Non sono mai state nascoste le difficoltà nel reperire alcuni dispositivi – commenta il direttore generale Fabio Banfi – ogni giorno combattiamo questa battaglia e ci si ingegna per risolvere le criticità. La sicurezza dei lavoratori è sempre stata garantita e continuerà ad esserlo».
Per far fronte alla mancanza di alcuni manufatti in Tnt, ad esempio, la stessa Farmacia dell’ospedale Sant’Anna si è attivata organizzando un laboratorio di confezioni per far realizzare teli per la copertura del collo, copri-caviglie, copricapo e calzari. Per quanto la sostituzione di casacche e pantaloni in Tnt monouso con normali camici e pantaloni in cotone, ciò che è stato proposto è la sostituzione graduale.


«Le indicazioni sui dispositivi da utilizzare – aggiunge Banfi – rispecchiano fedelmente le direttive e i protocolli regionali e nazionali e non sono mai state avanzate proposte diverse. Semmai, anzi, in diverse circostanze abbiamo mantenuto un profilo maggiormente cautelativo», conclude.

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