Sindacato unitario, piace l’ipotesi di Landini

Maurizio Landini (Cgil), oggi in città.

«Le ragioni storiche, politiche e partitiche che portarono alla divisione tra i sindacati italiani non esistono più. Oggi possiamo avviare un nuovo processo di unità tra Cgil, Cisl e Uil». Non è forse un caso che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini (nella foto), abbia rilanciato nel giorno della festa del lavoro l’ipotesi di riunificare il sindacato confederale, rinato dopo la fine del regime fascista con il Patto di Roma (9 giugno 1944).
L’idea di Landini non è in realtà nuova. Da tempo si discute di unità anche organizzativa tra le storiche sigle confederali. E anche a Como i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil mostrano di apprezzare l’ipotesi, seppure con sfumature differenti.
Francesco Diomaiuta, reggente della Cisl di Como, si sofferma sul «momento particolare» che il sindacato attraversa «rispetto al lavoro, alla rappresentatività, alle regole. Il processo di riavvicinamento è importante. Forse – dice Diomaiuta – il sindacato unico è al momento prematuro, ma ragionare su questo tema è necessario. Ormai si è chiusa l’era del sindacato conflittuale, le posizioni tra noi sono più vicine. Se vogliamo essere più forti e impedire la deriva dei diritti dobbiamo ripensare il nostro modo di essere».
Il segretario della Camera del Lavoro lariana, Giacomo Licata, dice di appartenere «a quella generazione che non ha mai vissuto la divisione. Mi sono sempre chiesto perché ci siano in Italia tre organizzazioni che fanno le stesse cose. In un tempo ragionevole dobbiamo costruire un grande sindacato unico. È un passaggio necessario – insiste Licata – per rendere più forte la nostra azione».
Il segretario della Cgil richiama alla memoria la Fulta di Como, «l’esperimento unitario che a Como vide protagonisti i tessili. Certo – aggiunge – le fusioni non possono essere fatte a freddo, ma oggi quando ci sono crisi aziendali viaggiamo insieme. Se siamo uniti nel merito sempre, perché non possiamo farlo anche nella forma organizzativa?».
Anche il segretario della Uil del Lario, Salvatore Monteduro, è convinto della necessità di «un sindacato unitario. Noi stessi – dice – lo proponiamo da tempo e il nostro segretario Carmelo Barbagallo lo ha ripetuto ancora di recente. Forse la fusione delle tre organizzazioni in una sola è prematura – ammette Monteduro – ma la politica sindacale è molto più unitaria di una volta. Anche i fronti aperti in alcune categorie, compresi i metalmeccanici, sono stati ricomposti. Si è capito che muoversi in ordine sparso diminuisce il peso politico e l’efficacia dell’azione sindacale. Landini ha proposto qualcosa che è iniziato da tempo».

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