Sindaci, le corse in “solitaria” sono 22. Sempre più bassa la partecipazione alle elezioni amministrative

Le schede rosa per l'elezione della Camera dei deputati

I tempi della corsa alle poltrone di sindaco e di consigliere comunale sembrano essere tramontati. Anche in provincia di Como.
Domenica 26 maggio è in programma la tornata amministrativa più importante. I Comuni chiamati al voto sono 95 (su un totale di 148), in pratica i due terzi. Ma i numeri indicano una disaffezione crescente verso l’impegno civico. E confermano quanto già si era visto negli ultimi due, tre anni. I paesi nei quali i cittadini non avranno possibilità di scelta – quelli cioè in cui sulla scheda sarà presente un solo candidato sindaco – sono nientemeno che 22, vale a dire il 23,6%, quasi uno su quattro. Nel 2014 erano 12.
In due comuni – Plesio e Campione d’Italia – non si voterà nemmeno. Nessuno si è infatti candidato. E se a Campione la logica suggeriva una conclusione del genere, Plesio è stata invece una sorpresa. Sono poi 50 i paesi nei quali la sfida sarà tra due soli candidati, 19 quelli in cui la corsa alla poltrona di sindaco avrà 3 concorrenti. Le vecchie, epiche battaglie affollate si ripeteranno soltanto a Cantù (5 candidati) e Lurate Caccivio (6 aspiranti sindaci). Eccezioni dentro un panorama sempre più asfittico. Almeno in tema di partecipazione. In totale, nei 93 comuni comaschi chiamati alle urne per rinnovare i poteri locali, i candidati sindaci sono 187. Di questi, 41 sono donne (il 21,9% del totale). Le sfide in rosa sono però soltanto 4: a Faggeto Lario, a Luisago, a Proserpio e a Uggiate Trevano. Tre sono le candidate senza avversari: per essere elette sindaco, alla pari dei colleghi maschi nelle loro stesse condizioni, dovranno ottenere il consenso di almeno metà dei votanti e sperare che al seggio si rechi il 50% più uno degli aventi diritto.
In generale, questo turno amministrativo coinvolge quasi 280mila comaschi, come sempre in maggioranza donne (141.760 contro 137.784 uomini).
Nelle liste elettorali sono iscritti pure 18.430 residenti all’estero e 503 cittadini dell’Unione Europea che hanno chiesto di poter esercitare il diritto di voto amministrativo avendolo acquisito dopo 10 anni di residenza in Italia. Tra loro 199 romeni, 56 tedeschi e 44 britannici, ma nessuno originario di Cipro, Malta o della Slovenia.
Anche in questa tornata non mancano i comuni piccoli e piccolissimi. Sono 29 i paesi al voto con meno di 1.000 aventi diritto. Di questi, 12 hanno meno di 500 elettori (e 6 sono addirittura sotto la soglia dei 250).
La classifica dei centri più piccoli ricalca quella delle europee: in testa c’è Val Rezzo, con 179 votanti, seguito da Peglio (189) e Livo (196). Curiosamente, in due dei tre comuni più piccoli della provincia sono comunque state presentate 2 liste a sostegno di due candidati sindaci.
Soltanto a Peglio la corsa è in solitaria e vede protagonista Dante Manzi, amministratore locale di lunghissimo corso e in passato sindaco di Cremia.
Tra le curiosità anche quella relativa alla differenza tra generi. I comuni in cui gli elettori uomini sono più numerosi delle elettrici donne sono ben 29. In tre casi, invece, maschi e femmine sono in numero identico: Binago (2.120), Brunate (742) e Rodero (654). Sarebbero stati 4 se si fosse votato anche a Campione (1.490).

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