Sindaco, la Lega Nord lancia Alberto Mascetti. «Basta opere faraoniche, farò rinascere Como»

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Ieri la presentazione ufficiale. Tolettini: «Supereremo il 20%. Niente alleanze con il Pdl»
«Mi sono candidato chiedendo una sola cosa: di correre da soli. E così, eccomi qua, un comasco da sempre al servizio dei comaschi». Si è presentato così, ieri mattina, l’aspirante primo cittadino della Lega Nord, Alberto Mascetti. Rivendicando a ripetizione la fine dell’alleanza organica con il Pdl e una sorta di ritorno alle origini del Carroccio. A presentare ufficialmente Mascetti, (quasi) tutto lo stato maggiore del partito: il segretario provinciale Cristian Tolettini, il commissario
cittadino Gian Paolo Pradella, e il responsabile enti locali del partito, Angelo Sala.
Il candidato sindaco – che ha vinto il ballottaggio con l’ex presidente della Provincia, Armando Selva – ha puntato tutto o quasi sulla “beata solitudine” con la quale la Lega Nord si presenterà agli elettori di Como a maggio.
«Io non sono mai entrato nelle alleanze con gli altri partiti – ha affermato Mascetti, ricordando la corsa a sindaco di cui fu già protagonista nel 1998 contro il forzista recentemente scomparso Alberto Botta – Ora dobbiamo puntare a tornare alle origini, proponendoci ai comaschi come “il partito dei comaschi”, senza vincoli di alleanze o intese con altri partiti». In attesa di un programma elettorale definito, Mascetti ha tracciato la linea d’azione. È stato un inno alle cosiddette “piccole cose”.
«Basta con le opere costose e faraoniche e con gli sprechi – ha affermato il candidato sindaco del Carroccio – Dobbiamo puntare a ricostruire la città partendo dalle cose che stanno a cuore ai cittadini: tappare le buche nelle strade, curare l’ordinaria manutenzione, rendere la città più pulita e vivibile. Naturalmente, restituendo il lungolago finalmente finito ai comaschi e risolvendo il problema Ticosa». Secondo Mascetti, «Como deve puntare molto sulla vocazione turistica e culturale, iniziando per esempio a valorizzare l’eredità di Sant’Elia». Sulle grandi mostre, il leghista ha detto che «sono una cosa positiva, ma non potremo mai più permetterci buchi nel bilancio come quelli prodotti dalla gestione attuale». La sintesi finale, con un tocco di “grandeur”: «Voglio ricostruire Como. E, semmai, fare i fuochi d’artificio a fine mandato e non all’inizio». Infine, Mascetti ha teso la mano ai due leghisti storici Maurizio Faverio e Guido Martinelli, tentati dal non ricandidarsi.
Sulle strategie politiche generali, sono andati più a fondo i due segretari. «Andare da soli per noi è una svolta – ha detto Tolettini – Abbiamo grandi ambizioni, vogliamo il ballottaggio superando il 20%. E vogliamo dare ai comaschi qualcosa di meglio di quanto vissuto in questi 5 anni. Torniamo soli contro tutti, la nostra forza storica. Il Pdl? Se continuerà a sostenere il governo Monti che tartassa il Nord, ogni discorso sarà impossibile». «Nessuna alleanza con il Pdl – ha aggiunto Pradella – Piuttosto, chiediamo il voto ai loro elettori per darci la forza di governare Como». Angelo Sala, infine, ha sottolineato «l’unità del nostro partito, a differenza di tutti gli altri, tra cui Pd e Pdl che si devastano in lotte tra correnti».

Emanuele Caso

Nella foto:
Alberto Mascetti aveva già corso come candidato sindaco della Lega nel 1998 (Fkd)

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