Il sindaco e l’emergenza profughi: «Difficile fare previsioni, spero in una maggiore tempestività»

Mario Lucini, sindaco di Como

«È difficile fare previsioni, tutto dipenderà da come saranno gestiti i flussi di migranti una volta arrivati nel nostro Paese». Sarà Mario Lucini, seppure in scadenza di mandato, a dover affrontare le prime settimane dell’emergenza profughi che sembra prospettarsi anche per la prossima estate. Il primo turno delle elezioni amministrative si terrà l’11 giugno e un paio di settimane dopo sarà la volta del probabile ballottaggio tra i due candidati più votati. Lucini, dunque, resterà alla guida di Palazzo Cernezzi per quasi tutto giugno. Quanto basta per dover fare i conti con una nuova emergenza migranti, visto che con l’arrivo della bella stagione e il protrarsi delle tensioni internazionali si teme una forte crescita degli sbarchi in Italia. «Certamente il rischio di nuovi arrivi esiste – afferma il sindaco del capoluogo – Con la Prefettura siamo già in contatto continuo per trovare le modalità per affrontare la situazione attuale, che presenta alcune difficoltà di gestione, in particolare nella distribuzione dei pasti».

Il pensiero corre alla scorsa estate, quando i prati davanti alla stazione di San Giovanni erano diventati l’accampa – mento dei migranti che attendevano di riuscire a entrare in Svizzera per proseguire il loro viaggio verso il resto d’Europa. «È difficile prevedere il futuro – ribadisce Lucini – Mi auguro che il campo allestito in via Regina sia sufficiente per far fronte alle situazioni che si verificheranno, ma ciò che accadrà non dipende da noi, il numero di migranti che arriveranno in città non è nelle nostre mani». La speranza è che quanto avvenuto la scorsa estate abbia lasciato traccia nel governo. «Rispetto al passato oggi c’è una maggiore consapevolezza di ciò che potrebbe accadere nella nostra città, dunque speriamo che gli interventi siano più tempestivi».

Articoli correlati