Sinigaglia “cinese”, le prime reazioni. Il sindaco: «Onorato per l’interesse»

Stadio Sinigaglia Cina 1

Ha fatto decisamente rumore la notizia di un nuovo progetto, tutto “made in Cina” per lo stadio Sinigaglia di Como.
I rendering, anticipati ieri in esclusiva su queste colonne, verranno probabilmente presentati, con tutta la documentazione, al sindaco di Como la prossima settimana, nel corso della “Giornata dell’Amicizia” tra Como e Liyang.
Martedì 18, l’Associazione Cina-Italia accompagnerà una delegazione cinese per un tour tra le aree del capoluogo.
All’evento prenderà parte anche un rappresentante del Greenland Group, gruppo immobiliare cinese quotato in Borsa. Potrebbe essere lui, Raven Chang, inserito tra i relatori della giornata che si celebra in un grand hotel del centro, il personaggio chiave di tutta l’eventuale operazione.
«Avere più di una cordata interessata a una zona così importante della città è sicuramente positivo» spiega il sindaco del capoluogo, Mario Landriscina. Il primo cittadino fa riferimento anche agli altri quattro progetti emersi negli ultimi mesi. Tra questi i più concreti, al momento, sono quello illustrato direttamente dal Como 1907 e quello dell’immobiliarista comasco Francesco Ugoni. Proprio Ugoni, a giorni, farà un nuovo passaggio in Comune.
«Martedì prossimo avremo questa giornata con la delegazione cinese – aggiunge il sindaco – Ma prima di tutto credo sia importante capire le intenzioni della proprietà della squadra di calcio. A giorni avremo il valore della perizia commissionata all’Agenzia delle Entrate, la scadenza è a fine mese. Fino a quel momento, non posso che essere lusingato dell’interesse per la città. Si tratta di temi specifici che sarebbe un peccato non affrontare fino in fondo».
La delegazione cinese visiterà anche altre aree di possibile sviluppo in città, dall’ex Orfanotrofio all’ex carcere di San Donnino. «Parliamo di porzioni di Como che vanno riqualificate, ma, come lo stadio, soggette a importanti vincoli architettonici e ambientali – dice ancora Landriscina – Chi sceglie di investire su questi luoghi deve vivere questi vincoli come un valore. Rappresentano la nostra storia. Dobbiamo capire insomma se questo interesse internazionale sia solo una passione fatua o un vero innamoramento. A noi servono imprenditori innamorati di Como» conclude.
Molto più cauto l’approccio dell’assessore al Patrimonio, Francesco Pettignano.
«Personalmente non ho visto nessuno dei progetti – spiega l’assessore – Io devo aspettare la perizia e rispettare la concessione che è in atto con il Como 1907. Qualsiasi riflessione fatta oggi è prematura. Abbiamo dato un incarico per comprendere il valore dello stadio e valutare il rinnovo della concessione e i lavori. Tutto il resto si potrà affrontare soltanto in una fase successiva» conclude l’assessore.

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