Sinigaglia e Mariani quell’ultimo abbraccio

Giuseppe Sinigaglia

Il sottotenente del Secondo Reggimento Granatieri Giuseppe Sinigaglia muore il 10 agosto 1916 alle 3.15. Era stato campione d’Italia, d’Europa e del mondo di canottaggio e Como gli dedicherà lo stadio di calcio, la Canottieri Lario, una piscina comunale, una scuola e un viale, tutti nei dintorni dello stadio.

Sinigaglia era nato il 28 gennaio 1884. Sportivo con doti fisiche straordinarie, al culmine della sua carriera nel mondo del remo si arruola nei granatieri, nella “Terza Armata”, che nell’agosto del 1916 è di stanza sul San Michele.

L’amico Agostino Scalini, ufficiale medico, raccontò che il mitico “Sina”, il “gigante buono”, venne colpito da un cecchino austriaco mentre assaltava le trincee brandendo anche un grosso bastone. Un solo proiettile entrato da sopra l’inguine, a sinistra. Sinigaglia rimane steso per ore tra i cadaveri prima che i suoi commilitoni lo possano soccorrere e trasportare all’ospedale di Gradisca.
Resta nella storia la sua ultima frase, pronunciata sul letto di morte: «Ma il Lago di Como non c’è più? Datemi un po’ d’acqua del mio lago!».
Una settimana prima di Sinigaglia se n’era andato l’altro grandissimo canottiere dell’epoca, nonché maestro del “Sina”, Teodoro Mariani, campione d’Italia e d’Europa. Il tenente Mariani venne colpito da un cecchino durante un turno di guardia in una trincea del Monte Zelbio, sull’altopiano di Asiago. Era nato il 28 febbraio 1882. Lasciò la moglie e il figlio Enrico, capace di raccogliere il testimone del padre nel canottaggio. Oggi il nome di Mariani compare su una via cittadina e sull’intestazione della palestra comunale di via Nazario Sauro.
La fine di Mariani e Sinigaglia fu l’abbraccio simbolico di due campioni comaschi che avevano condiviso il trionfo europeo del 1911. I funerali vennero celebrati in Duomo. Memorabile pure la commemorazione al Teatro Politeama, il 24 settembre 1916. Lo stesso giorno vengono organizzate regate in loro onore. È la ripresa ufficiale dell’attività remiera sul Lario.

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