Sisme, ai Ris i proiettili e il nastro

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Il 30 dicembre riprenderanno in Regione Lombardia le trattative sui 223 esuberi

(m.d.) Entra nel vivo l’indagine dei carabinieri e della Procura di Como – la segnalazione è stata girata al pubblico ministero di turno Valentina Mondovì – in merito al ritrovamento dei proiettili di pistola a salve all’interno della Sisme di Olgiate Comasco.
Le munizioni erano attaccate con del nastro adesivo all’armadietto di uno dei capoarea. Uomo che è già stato sentito dagli inquirenti. I primi passi si muoveranno in una direzione ben precisa, ovvero recuperare impronte digitali

dai proiettili e dal nastro adesivo. Per farlo, tutto il materiale verrà spedito ai Ris di Parma per essere analizzato. Dai risultati ottenuti verranno poi sottratte, ovviamente, le impronte del capoarea nella speranza così di avere un nome e un cognome su cui indagare.
Per avere una risposta serviranno almeno un paio di settimane. Nel frattempo, il magistrato ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di minacce.
In attesa di riscontri sul fronte delle indagini, una novità positiva va registrata su quello della vertenza aperta da mesi per scongiurare, prorogando i contratti di solidarietà anche nel 2014, i 223 licenziamenti annunciati dalla Sisme nello scorso aprile.
Le trattative, che si erano interrotte martedì scorso, riprenderanno lunedì 30 dicembre. È questo l’esito dell’incontro che si è tenuto ieri in Regione a Milano tra sindacati e rappresentanti dell’azienda metalmeccanica.
«L’incontro di oggi (ieri, ndr) in Regione – conferma Stefano Muzio, segretario provinciale della Uilm, la federazione dei lavoratori metalmeccanici della Uil – ha permesso di riaprire il tavolo della trattativa. Il confronto riprenderà il giorno 30 dicembre, sempre in Regione. Si ripartirà con l’intesa firmata a fine novembre, che prevede mobilità volontaria e incentivi all’esodo come premessa per la proroga della solidarietà nel prossimo anno».
Nell’intesa di novembre non erano previsti numeri, nel senso che non è specificato quanti dipendenti debbano andare volontariamente in mobilità o dimettersi usufruendo degli incentivi, ma è ormai chiaro che se dalla Sisme dovessero uscire soltanto una decina di lavoratori, la proroga del contratto di solidarietà non sarà considerata sostenibile, per quanto riguarda i costi dall’azienda.
Da questo punto, dunque, ripartiranno le trattative a fine dicembre.
«Ci siamo dati appuntamento per il 30 con l’intento di arrivare a tale data con idee e proposte concrete, anche perché non abbiamo più molto tempo per evitare i licenziamenti – sottolinea Muzio – Noi siamo disposti a non alzarci da quel tavolo finché non verrà trovata una soluzione: non possiamo permetterci di lasciare a casa 223 persone. Credo che se lavoriamo con idee propositive, lasciando tutti da parte il passato, si può ottenere un risultato. Però occorre buona volontà da parte di tutti».
E per quanto riguarda i proiettili a salve trovati sull’armadietto del capoarea? «È stato un atto vile che ha già avuto fin troppo spazio – conclude Muzio – Condanniamolo e respingiamolo sotto ogni aspetto, poi però pensiamo alla trattativa, che è la cosa più importante».

Nella foto:
Un presidio dei lavoratori e dei sindacati davanti alla Sisme, l’azienda metalmeccanica di Olgiate al centro di una lunga vertenza

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