Sisme, dopo la mediazione del prefetto questa mattina riprendono le trattative

All’incontro partecipa anche una rappresentante della proprietà
Riprendono le trattative per la vertenza Sisme. L’intervento del prefetto Michele Tortora ha sortito l’effetto sperato: azienda e sindacati torneranno a sedersi, stamattina, attorno allo stesso tavolo. Per trattare, discutere e confrontarsi sulla crisi dell’azienda metalmeccanica di Olgiate Comasco, la più grande della provincia di Como, che oggi occupa 573 dipendenti, ma che ha annunciato 300 esuberi: 200 per una difficoltà ormai considerata strutturale, 100 per la delocalizzazione di due linee produttive in Slovacchia.
L’INTERVENTO DEL PREFETTO
Venerdì scorso, la trattativa tra sindacati e Sisme si era interrotta per la seconda volta. Inconciliabili, dicevano i rappresentanti sindacali, le richieste avanzate dall’azienda. Cgil, Cisl, Uil e Cobas chiedevano (e chiedono tutt’ora) due anni di contratti di solidarietà, per attenuare l’impatto della crisi sui lavoratori e, nel frattempo, approfondire la situazione e le prospettive di Sisme.
L’azienda, che pure si era detta disposta ad accettare la richiesta sui contratti di solidarietà, era però irremovibile sulla quantificazione degli esuberi. Perciò la trattativa è stata interrotta due volte. Tra la prima e la seconda erano intervenuti, in un tentativo di mediazione, i parlamentari comaschi, che si erano poi impegnati nell’attivazione di un tavolo a Roma sulla Sisme. Pochi giorni dopo, sindacati e azienda avevano nuovamente sbattuto la porta.
A riconciliare le parti, ieri, ci ha provato il prefetto di Como, Michele Tortora, che ha accolto vertici aziendali e rappresentanti sindacali. Missione compiuta: la trattativa riprende stamattina, alle 8, in Confindustria. E per la prima volta, al tavolo siederà anche un rappresentante della proprietà, Serena Costantini.
«Le parti dopo una approfondita discussione svoltasi, peraltro, in un clima di fattiva collaborazione – scrive la Prefettura – hanno convenuto la riapertura del tavolo negoziale interrottosi la scorsa settimana, con un primo incontro fissato presso la sede di Confindustria per la giornata di domani (oggi, ndr). Si è altresì convenuto sull’opportunità di convocare per la prossima settimana un ulteriore incontro di verifica presso la Prefettura sull’evoluzione della trattativa sindacale».
«DUE SENZA TRE»
I segretari provinciali di Fim Cisl e Fiom Cgil concordano sul fatto che, se la trattativa si interrompesse per la terza volta, la situazione precipiterebbe definitivamente. «Sarebbe un grosso problema», dice Giuseppe Donghi (Fiom). «C’è stato il “due”, il “tre” non dev’esserci», gli fa eco Alberto Zappa (Fim). «Il prefetto ha ravvisato margini sufficienti per riprendere la trattativa – spiega Donghi – e pare che dall’azienda possano arrivare alcune aperture. Le verificheremo nell’incontro di domani mattina (stamattina, ndr). Si potrà arrivare a un accordo sui contratti di solidarietà e sugli incentivi all’uscita volontaria, se l’azienda toglierà dalla trattativa i due punti che non abbiamo mai accettato: la predeterminazione del numero degli esuberi e la necessità di delocalizzare immediatamente due linee produttive in Slovacchia. Va sottolineata, nell’incontro di domani (oggi, ndr), la presenza di un esponente della famiglia Costantini. È la prima volta che accade da quando è iniziata la trattativa», aggiunge.
Fino ad ora, infatti, i sindacati si sono confrontati solamente con i dirigenti di Sisme. «La presenza della famiglia Costantini sarà rilevante – continua Zappa – Tengo a sottolineare la compostezza e la compattezza dimostrata dai lavoratori di Sisme in questi giorni. Iniziative e posizioni decise, ma senza toni aggressivi o maleducati. La partita che ricomincia ora è complicata. Il prefetto ha invitato le parti a suddividere le questioni più delicate per analizzarle in modo dettagliato. È quel che chiediamo noi da settimane».
Stamattina, quindi, riprende la trattativa. Stasera, alle 21, i dipendenti Sisme verranno informati sull’esito dell’incontro in un’assemblea. Azienda e sindacati torneranno dal prefetto di Como mercoledì prossimo.

Andrea Bambace

Nella foto:
La Sisme di Olgiate Comasco (a destra e sotto) conta oggi 573 dipendenti. L’azienda vorrebbe però ridurre il personale di 300 unità: 200 per il ridimensionamento dei volumi produttivi e 100 per la delocalizzazione di due linee produttive in Slovacchia. La trattativa con i sindacati si è già interrotta due volte. Il confronto riprende questa mattina nella sede di Confindustria Como

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