Sisme, due proiettili sull’armadietto di un capo area

alt

Sale la tensione a Olgiate
Le munizioni, a salve, trovate mercoledì dopo lo stop alle trattative sui 223 esuberi

(m.d.) Due proiettili a salve di pistola sono stati trovati mercoledì scorso sull’armadietto di uno dei capo area della Sisme di Olgiate Comasco, l’azienda metalmeccanica in crisi e da mesi al centro di un duro braccio di ferro con i sindacati sui 223 esuberi annunciati dalla proprietà. Da mesi è in corso una trattativa per scongiurare i licenziamenti prorogando i contratti di solidarietà anche nel 2014.
Ma martedì scorso la trattativa si è di nuovo interrotta perché l’azienda ha giudicato

insufficiente il numero di dipendenti disponibili a lasciare volontariamente il posto di lavoro e così lo spettro dei 223 licenziamenti si è di nuovo materializzato. E i due proiettili comparsi sull’armadietto, a poche ore di distanza dal brusco stop alle trattative, hanno alzato ulteriormente la tensione all’interno della Sisme.
Mercoledì, come detto, il capo area, alla fine del proprio turno di lavoro, alle 18, ha raggiunto lo spogliatoio e ha scoperto i due proiettili, attaccati con il nastro adesivo al suo armadietto. Ieri mattina il grave episodio è stato denunciato ai carabinieri di Olgiate Comasco, i quali hanno raggiunto lo stabilimento ed effettuato i necessari rilievi. In particolare, i militari hanno preso le impronte del capo area, in modo tale da poterle riconoscere ed escludere da quelle che emergeranno dall’analisi dei proiettili e del nastro adesivo. Secondo i carabinieri, si tratta di un gesto dimostrativo. La Procura ha intanto aperto un fascicolo d’indagine per il reato di minacce.
Immediate, ieri, le reazioni sul fronte sindacale. In un comunicato congiunto firmato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm e Slai-Cobas, oltre che dalle rappresentanze unitarie interne all’azienda (Rsu), i sindacati dei metalmeccanici si chiedono innanzitutto «chi ha interesse a destabilizzare e drammatizzare la già difficilissima e durissima vertenza della Sisme». E prima di «condannare senza se e senza ma qualsivoglia forma di violenza o intimidazione», i sindacalisti attaccano i vertici della Sisme: «Per quale motivo – si chiedono – l’azienda continua a distruggere tutte le soluzioni costruite a fatica con il sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici, con la lotta, e con le proposte fatte dal sindacato? Per quale motivo si rifiuta il contratto di solidarietà ottenuto grazie al sostegno dei parlamentari comaschi e del governo?».
Toni subito smorzati da Gerardo Larghi, segretario provinciale aggiunto della Cisl dei Laghi. Che fa una serie di precisazioni. «Prendiamo le distanze, senza se e senza ma, da questo gesto inqualificabile e che non ha nessuna giustificazione – puntualizza Larghi – Una vertenza per quanto difficile non può trascendere in gesti inconsulti. Tocca però alle parti sociali saper interpretare i bisogni e i desideri dei lavoratori: riportiamo la contrattazione al tavolo del buonsenso».
E proprio sul fronte della trattativa, oggi alle 12, in Regione Lombardia a Milano, è previsto un incontro tra sindacati e azienda.

Nella foto:
Uno dei numerosi presidi dei sindacati davanti ai cancelli della Sisme di Olgiate Comasco

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.