Sisme, i dipendenti prestano soldi all’azienda per salvarla

Olgiate Comasco
Passa l’accordo. E i dipendenti della Sisme di Olgiate Comasco “presteranno” i loro soldi all’azienda, pur di salvarla.
È quanto si è appreso ieri sera dalla Fim Lombardia, il sindacato dei metalmeccanici della Cisl. Una notizia che apre nuovi e positivi scenari sul futuro del colosso di Olgiate, la fabbrica metalmeccanica più grande della provincia di Como, con 511 dipendenti che producono motori elettrici per elettrodomestici.
Un’azienda che, a ottobre dell’anno scorso, è entrata in un vortice di trattative sindacali, dopo l’annuncio di un numero impressionante di esuberi. Su 573 dipendenti (non erano ancora iniziate le uscite volontarie), ai 200 esuberi già dichiarati e considerati come “strutturali” si aggiungevano altri 100 posti di lavoro a rischio, nel caso in cui la Sisme avesse delocalizzato due linee produttive in Slovacchia.
Sempre in Slovacchia, l’azienda era intenzionata a investire 5 milioni di euro: l’avrebbe fatto a Olgiate Comasco, dicevano i sindacati, soltanto a patto di ridurre il costo del lavoro di un milione di euro.
E proprio su questo punto si è giocata la parte più delicata della trattativa.
Di fronte al milione di euro posto dall’azienda come condizione per investire in Italia e non all’estero, i sindacati hanno risposto con un piano di riduzione dei costi da 700mila euro in due anni. «Vogliamo che paghino tutti, se bisogna pagare – ha detto Alberto Zappa, segretario della Fim Cisl di Como – dai dirigenti in giù». I dipendenti, quindi, avrebbero rinunciato al 3,5% del proprio salario, per ridurre i costi fissi e convincere l’azienda a non spostare all’estero gli investimenti.
Il piano è passato al vaglio dei dipendenti. I risultati del referendum sono stati resi noti ieri sera: 301 sì, pari al 65% dei 465 votanti. Gli aventi diritto erano complessivamente 511.
I dipendenti contribuiranno attraverso un metodo “una tantum”, con trattenute mensili da luglio 2012 a dicembre 2013.
A chi lascerà il posto di lavoro entro dicembre 2013, verranno restituite le somme versate. Anche grazie a questa rinuncia, quindi, sarà garantito il risparmio che Sisme cercava per investire a Olgiate: 5 milioni di euro.

Andrea Bambace

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