Sisme, il bilancio in chiaroscuro dei sindacati

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Lavoro e crisi
«Limitati i licenziamenti, ora bisogna aiutare chi è uscito dalla fabbrica»

Sisme, domani rientrano in fabbrica 60 lavoratori. Sono i superstiti del piano di risanamento voluto dall’azienda metalmeccanica di Olgiate Comasco. Si ricomincia dunque a ranghi ridotti dopo la firma della procedura di conciliazione, venerdì scorso, da parte di 140 dipendenti. A loro andrà un incentivo di 20mila euro lordi che sancirà la chiusura definitiva del rapporto con l’azienda.
Le prospettive future e lo stato d’animo

all’interno della fabbrica sono stati i temi al centro dell’incontro – ieri mattina in Comune a Olgiate Comasco – organizzato dai sindacati che hanno condotto la trattativa.
L’incognita più pesante riguarda ovviamente il futuro. «Ora il nodo cruciale è capire come andare avanti. Nostro compito è vigilare e verificare che gli investimenti previsti dall’azienda siano realizzati – hanno detto Dario Campostori della Fiom Cgil di Como e Alberto Zappa della Fim Cisl – I lavoratori, fatta eccezione per impiegati e amministrativi, usufruiranno di un ulteriore anno di solidarietà. E poi a fine 2014 dovremo confrontarci con il futuro. La Sisme, a conclusione di questa trattativa, ha dovuto mettere sul piatto 3 milioni di euro».
Intanto, entro maggio dovrebbe essere terminata la realizzazione della linea 2 Bosch, cliente numero uno della Sisme. Fattore positivo pur rappresentando un piccolo investimento. «Certo non è il futuro dell’azienda, visto che vi impiegherà solo 5 dipendenti. Ma è comunque un passo in avanti», hanno aggiunto i sindacati. Nell’incontro di ieri si sono tirate anche le somme di una vertenza lunga e molto complicata.
«Innanzitutto ci è parso insufficiente il ruolo di Unindustria. Ora si apre una fase cruciale. Quella del ricollocamento dei fuoriusciti. E in tale ambito chiediamo a gran voce che l’associazione degli industriali faccia la sua parte, così come si era discusso in fase di trattativa». L’associazione di via Raimondi, però, contattata attraverso l’ufficio stampa, non ha replicato. Sentiti, invece, i ringraziamenti «al nuovo prefetto Bruno Corda per la sua mediazione, e al giudice della conciliazione. Anche se certe situazioni si dovrebbero risolvere con riunioni in altre sedi invece che in Prefettura», hanno aggiunto i rappresentanti sindacali. Non sono infine mancate stoccate pungenti all’indirizzo dei Cobas ma soprattutto della Uil, criticata per la scelta di non seguire la linea comune promossa dalle altre organizzazioni sindacali nei confronti dell’azienda dopo i licenziamenti.
«Tutto ciò, in ogni caso, non avrà alcuna ricaduta sul clima interno alla fabbrica – ribadiscono i sindacati – Tutti noi pensiamo primariamente al bene dei dipendenti, a prescindere dalle sigle sindacali».
Presente all’incontro di ieri mattina anche il sindaco di Olgiate Comasco, Maria Rita Livio.
«Mentre nelle ore passate ci trovavamo a discutere su come poter intervenire a sostegno di 223 licenziati, ora la cifra si è abbassata. Nonostante la drammaticità della situazione è un piccolo miglioramento – ha detto il primo cittadino di Olgiate – Fondamentale, adesso, è attivarsi sul territorio».
E già si studiano le mosse future. «Per venerdì prossimo abbiamo convocato il tavolo dei servizi sociali, uno strumento comune a più realtà locali. Siamo infatti consorziati – conclude Maria Rita Livio – Lì si affronterà innanzitutto questo tema. Poi bisognerà anche decidere come utilizzare i 4mila euro confluiti nel fondo per i lavoratori in mobilità pur sapendo che non si tratta di una grande cifra».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Venerdì in Tribunale a Como oltre 140 dipendenti della Sisme di Olgiate Comasco hanno accettato una buonuscita di 20mila euro lordi lasciando per sempre la fabbrica in cui hanno lavorato per molti anni (foto Fkd)

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