Sisme, il prefetto convoca azienda e sindacati

Olgiate – L’incontro previsto per domani a mezzogiorno. Ieri il corteo
Il caso Sisme finisce sul tavolo del prefetto. Michele Tortora ha infatti convocato le parti – rappresentanti aziendali e sindacati – dopo il brusco stop di venerdì scorso alle trattative sui 300 esuberi annunciati dall’industria metalmeccanica di Olgiate Comasco. L’appuntamento è fissato per domani a mezzogiorno al palazzo del governo, nella speranza che una mediazione sia ancora possibile.
Ieri mattina, intanto, i dipendenti della Sisme, accompagnati dai familiari, hanno sfilato in corteo

lungo le strade per coinvolgere e sensibilizzare la popolazione di Olgiate Comasco. La manifestazione è stata preceduta dalle assemblee dei lavoratori.
Venerdì scorso, le trattative si sono interrotte perché l’azienda ha posto come condizione irrinunciabile il riconoscimento immediato della necessità di delocalizzare due linee produttive in Slovacchia, con il conseguente taglio di un centinaio di posti in più che vanno ad aggiungersi ai 200 esuberi già noti da tempo. Un riconoscimento che i sindacati giudicano invece inaccettabile, perché si tratta di una condizione che va ancora discussa e approfondita.
La tensione tra le parti resta alta. Tanto è vero che, dopo aver proclamato lo stato di mobilitazione e bloccato il turno lavorativo del sabato – fondamentale per soddisfare Bosch, il maggior cliente di Sisme – i sindacati parlano apertamente della possibilità di occupare lo stabilimento. «L’azienda – dice il segretario provinciale della Fim Cisl, Alberto Zappa – vuole obbligarci ad accettare precise condizioni. Noi, invece, attendiamo risposte su mobilità volontaria e contratti di solidarietà. Se non arriveranno segnali immediati, considereremo anche la possibilità di occupare la fabbrica».

Nella foto:
Dipendenti della Sisme. Ieri nuovo corteo dopo la rottura delle trattative

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