Sistema museale diocesano al via entro dicembre

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Il nostro Paese ha un patrimonio culturale unico al mondo, giustamente invidiato ma anche terreno di predazione per mercanti e collezionisti senza scrupoli. Che qualche volta trovano deprecabili connivenze presso chi invece quel patrimonio  dovrebbe catalogare, tutelare e difendere, compreso qualche parroco. Lo ha detto senza mezzi termini sabato scorso Sergio Banchellini, ex comandante del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Monza, ospite del festival “La passione per il delitto” a Erba. Il rappresentante dell’Arma ha tracciato un quadro sconfortante, una vera e propria emorragia che vede il territorio lariano, zona di confine, particolarmente permeabile rispetto a questo malaffare. Un argine importante può venire dalla conoscenza  sempre più diffusa del patrimonio stesso, da cui dovrebbero derivare iniziative di tutela e salvaguardia specifiche, ivi compresi i sistemi di allarme che però hanno un costo non indifferente. Ma se il turismo culturale è anche un motore economico forse ne varrà la pena.

Una notizia rassicurante viene dalla Diocesi di Como, che sta procedendo alla mappatura  del patrimonio d’arte della Valchiavenna dopo aver condotto in porto quello della bassa Valtellina e si accinge ad affrontare il ricco capitolo dei tesori d’arte della zona di Morbegno. Entro Natale dovrebbe essere annunciato in via definitiva l’atteso sistema museale diocesano integrato che permetterà di mettere in rete conoscenze e quindi anche energie e far tesoro dell’esperienza accumulata, anche sul piano archivistico, dalle tante raccolte d’arte sacra sparse sul territorio di una diocesi vastissima  dato che come è noto comprende anche parte della provincia di Varese e quella di Sondrio. Si tratterà anche di condurre al tratto finale quel museo diocesano accanto al Duomo di Como cui si lavora da molto tempo. Tutte occasioni per una più matura  coscienza collettiva delle radici culturali del territorio, e implicitamente un baluardo contro i malintenzionati.

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