Sistema sottodimensionato, sito Internet in tilt

Il calvario di un commercialista comasco
Ironia della sorte: nell’anno in cui l’Istat decide finalmente di inserire una domanda sulle connessioni Internet presenti nelle case degli italiani, il sistema di compilazione on line – novità del Censimento 2011 – impazzisce. Molti dei cittadini che hanno provato domenica mattina a riempire il questionario via Internet, adempiendo peraltro a un dovere sancito per legge (articolo 7 del decreto legislativo 322/1989), hanno trascorso due ore davanti al pc inveendo contro un sito lento o impallato.

Esemplare è l’esperienza del comasco Luca Corvi, commercialista, che per l’occasione si firma «un cittadino indignato». Domenica mattina, alle 9.40, Corvi ha aperto il computer e il sistema si è piantato già al momento dell’iscrizione: il sito censimentopopolazione.istat.it non voleva saperne di ricevere codice fiscale e password. Dopo una dozzina di tentativi a vuoto, «finalmente – scrive Corvi – riesco a inserire i miei dati: clicco su “salva”, come da istruzioni, e il sistema mi butta fuori. Di nuovo devo lottare con l’inserimento di codice fiscale e password e solo verso le 10 riesco a inserire i dati di mia moglie». Corvi racconta che il sistema va avanti a intermittenza, con una sosta forzata fino alle 10.40. Insomma, un calvario.
Lo stesso patito da moltissimi altri comaschi che domenica volevano diligentemente sbrigare la pratica “questionario” il prima possibile. Dopo l’inserimento del codice fiscale e della password nella schermata principale, sul video compariva la scritta “pagina richiesta non trovata”. Tornando nella home page, ci si accorgeva però che la procedura di compilazione era stata avviata: il sistema funzionava a singhiozzo, caricando – nel migliore dei casi – le pagine dopo interminabili minuti di attesa.
L’Istat si è accorto del pasticcio e ha chiesto scusa agli italiani, con un messaggio pubblicato sul sito del Censimento: «Moltissimi cittadini stanno compilando il questionario on line. Ciò potrebbe causare temporanei disservizi. Stiamo provvedendo, ci scusiamo per il disagio».
Sulla home page di Istat si scopre poi il motivo del guaio digitale: il sistema era “sottodimensionato”, realizzato con requisiti non adatti a sopportare l’accesso contemporaneo di migliaia di utenti. «Il grande afflusso di utenti ha creato di conseguenza rallentamenti e difficoltà di accesso. Telecom – per conto di Istat – sta lavorando per aumentare la potenza del sistema installato».

Andrea Bambace

Nella foto:
Pesanti rallentamenti e lunghe attese domenica nella compilazione on line del questionario

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