Cronaca

Slitta a gennaio la sentenza sul “risarcimento” di Rumi

Sant’Anna, ieri nuova udienza

(a.cam.) Slitta a gennaio la sentenza del giudice del lavoro sulla richiesta di risarcimento di 1,5 milioni di euro avanzata da Angelo Rumi, ex primario di Chirurgia A del Sant’Anna. Il medico, condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per 7 omicidi colposi di altrettanti pazienti, reato poi prescritto nel 2010 prima del processo d’appello, ieri mattina è comparso in Tribunale a Como per ribadire le sue rivendicazioni economiche verso l’azienda ospedaliera.
Rumi si è rivolto al giudice

del lavoro sostenendo che l’azienda ospedaliera nella quale ha svolto l’incarico di primario di chirurgia gli debba circa 1,5 milioni di euro.
La somma a sei zeri è il risultato dei contributi non versati nel periodo di sospensione dal servizio, della parte di stipendio non percepita negli stessi anni e, infine, delle spese legali sostenute nel periodo del processo.
Il Sant’Anna ha ribadito che la vicenda è chiusa e ha rifiutato qualsiasi risarcimento all’ex dipendente.
«La posizione dell’azienda è chiarissima e netta, per noi la vicenda è chiusa da tempo – ha confermato chiaramente ieri il direttore amministrativo di via Ravona, Salvatore Gioia – Ad Angelo Rumi, per quanto ci riguarda, non spetta più alcuna somma di denaro». Come detto, la sentenza sarà pronunciata dal giudice del lavoro nel prossimo mese di gennaio.

6 Novembre 2013

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