Smantellati i piccoli Tribunali. La Lega Nord sulle barricate

La scure del governo
Alessio Butti (Pdl): «Il taglio è lineare, è stata una pessima scelta»

Piccoli Tribunali, addio. La parola fine sulle sedi distaccate degli uffici giudiziari è stata pronunciata ieri direttamente dal ministro della Giustizia che ha parlato di «svolta epocale». Paola Severino ha difeso apertamente il taglio secco di tutte le 220 sedi periferiche italiane ma si è scontrata, com’era inevitabile, con le critiche provenienti dai territori, dal sindacato e dalle associazioni di categoria. Prima fra tutte, il Consiglio nazionale forense.
L’attacco più pesante al
ministro giunge però dall’opposizione parlamentare. E, in particolare, dalla Lega, che ha contestato i contenuti del decreto sulla revisione della spesa sin dal primo momento. Sul taglio dei Tribunali, Severino si è anche scontrata in commissione con Nicola Molteni, deputato comasco del Carroccio, da sempre contrario alla cancellazione delle sedi distaccate di Cantù, Erba e Menaggio.
«Ormai è palese e chiaro che non si tratta di una riforma epocale ma di uno smantellamento epocale – dice Molteni – Il governo ha deciso di chiudere tutte le 220 sezioni periferiche. Non è stato preso in considerazione alcun elemento specifico, alcun criterio oggettivo: né i carichi pendenti, né l’estensione territoriale, il numero di abitanti o la produttività in fatto di sentenze».
Molteni ammette di condividere una «razionalizzazione degli uffici, non uno smantellamento. Ogni anno il bilancio della Giustizia si aggira attorno agli 8,5 miliardi di euro, con il taglio delle sedi distaccate si risparmiano 51 milioni. Il sistema, però, diventerà più lento e quindi più costoso. E ci saranno maggiori ritardi».
Peraltro, anche sul piano logistico non mancheranno i guai. Il Tribunale di Como, ad esempio, dovrà ospitare non soltanto i dipendenti ma anche la “carta” degli uffici tagliati. «Una scelta sconclusionata e drammatica – insiste Molteni – Una vera e propria macelleria giudiziaria. L’assurdità è che scompaiono servizi importanti, costruiti con le tasse dei cittadini. I comaschi, il Tribunale, se lo sono pagati con le loro forze. E oggi scontano l’assoluta incapacità di ascoltare del ministro».
Toni durissimi, quelli di Molteni. Che non sono condivisi da Chiara Braga, deputato del Pd. «Una razionalizzazione, anche in un contesto come quello comasco, si può fare. Senza agire con l’accetta. Va però ricordato che la delega applicata dal governo è stata votata dal centrodestra, anche questo taglio è una misura ereditata da Berlusconi».
Il senatore Alessio Butti, coordinatore provinciale del Pdl, parla di «pessima scelta. Pessima – dice – perché si è trattato di un taglio lineare. Abbiamo tentato fino all’ultimo di evitare una simile soluzione. Eravamo anche riusciti a far capire la particolarità di alcune situazioni. Ma il governo tecnico è andato dritto per la sua strada. Purtroppo non si può nemmeno dire che altrove sia stato fatto diversamente o che il Sud sia stato privilegiato. Non è così. Hanno tagliato dappertutto e allo stesso modo». Un colpo secco. Dal quale sembra difficile tornare indietro.

Nella foto:
La sezione distaccata del Tribunale di Cantù, una delle tre in provincia di Como

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