Cronaca

SMOG, DOMENICA SI RISCHIA IL BLOCCO

di ANNA CAMPANIELLO

COMUNE DI COMO CONTRARIO MA RIUNIONE DECISIVA OGGI IN REGIONE

Ma tutti chiedono iniziative che migliorino sensibilmente la qualità dell’aria
«Non serve a nulla». «Ben venga, meglio che niente». Il blocco del traffico è uno di quegli argomenti che, ogni volta, fa discutere e divide i cittadini, sostanzialmente spaccati in due tra favorevoli e contrari.
Se la preoccupazione per il pessimo stato di salute dell’aria, infatti, sembra ormai un allarme condiviso, quando è il momento di esprimere valutazioni sugli interventi per arginare il problema, allora le opinioni divergono e i pareri diventano i più disparati. Qualcuno approva

il blocco del traffico. Altri preferiscono puntare il dito contro gli impianti di riscaldamento. Da più parti si invocano interventi per fermare i mezzi pubblici e quelli commerciali vecchi e inquinanti. Qualcuno, infine, alza gli occhi al cielo e si limita a sperare in un cambiamento del tempo che possa giovare alla qualità dell’aria.
Il dato certo è che la centralina di rilevamento della qualità dell’aria di Como, collocata in via Cattaneo, di fianco al Caio Plinio, dall’inizio dell’anno ha già registrato per 14 volte valori sopra la soglia di allarme. E proprio la zona in cui si trova l’apparecchiatura è una di quelle maggiormente congestionate del capoluogo, soprattutto nei giorni di mercato.
«I mezzi degli ambulanti innegabilmente creano qualche problema – dice Angelo Frigerio – Quando arrivano la mattina, infatti, devono tenere il motore acceso per alcuni minuti per le procedure di allestimento della bancarella e questo sicuramente non è il massimo per l’aria. In generale, comunque, il traffico in questa zona è sempre molto intenso e l’inquinamento sale. Personalmente, non credo molto nel blocco del traffico. Si fa sempre una marea di eccezioni e quindi i veicoli in circolazione restano sempre tanti. Si potrebbero prendere altri provvedimenti, per esempio pensare ai semafori più lunghi di invitare gli automobilisti a spegnere il motore».
Rocco Quagliara ha dotato la sua vettura di impianto Gpl. «Ho voluto fare la mia parte per ridurre l’inquinamento – dice – Peccato che poi debba fare decine di chilometri per trovare un distributore attrezzato. Credo che si potrebbe fare di più per migliorare la qualità della nostra aria. Girano troppi veicoli non in regola con le normative e i controlli sono insufficienti. Un blocco del traffico la domenica, in questa situazione, servirebbe davvero a poco».
«Insegno al Caio Plinio e abito in zona – dice Cesare Bonacina – Quando siamo in classe devo invitare i ragazzi a tenere le finestre chiuse perché altrimenti non si respira. Quando c’è il mercato, poi, è insopportabile. La mattina c’è il via vai dei mezzi degli ambulanti ma la sera è anche peggio, perché i veicoli addetti alla pulizia stazionano con i motori accesi per un tempo interminabile, ore intere».
«Non guido e in città mi sposto esclusivamente a piedi – dice Marina Argenti – Per quanto mi riguarda, ben venga il blocco del traffico. Credo che possa servire a far capire alle persone che l’auto non è sempre così indispensabile e che spesso si potrebbe benissimo farne a meno. Camminare di più può fare solo bene».
Punta il dito contro gli autobus Giuliano Piadeni, residente a Sant’Agostino. «Abito proprio accanto al capolinea dei bus – attacca – Gli autisti molto spesso restano fermi con il motore acceso anche per 10-15 minuti. È un disagio notevole per chi vive nella zona e, ovviamente, non può che peggiorare la qualità dell’aria. Credo che ci vorrebbe un intervento significativo in questo senso. Può sembrare una cosa da niente, ma moltiplicando le emissioni per le centinaia di autobus che quotidianamente restano inutilmente con il motore acceso, credo che il problema sia rilevante».
«Sono favorevole al blocco del traffico e anche a un eventuale pedaggio per entrare in centro – dice invece Daniele Grigioni – Lo smog è una vera emergenza, qualsiasi intervento per ridurlo dovrebbe essere visto con favore».
Opposto il parere di Francesco Zappacosta, che a Como si muove abitualmente in bicicletta. «Fermare le auto per un giorno non serve proprio a nulla – dice – è soltanto un modo per illudere i cittadini che si stia facendo qualcosa».
Tina Fasola e il marito Stefano vivono in via Piero Collina e hanno due bambini piccoli. «Il livello di inquinamento è altissimo, per il traffico ma non solo – dicono – Il blocco delle auto non serve, ha senso soltanto se è il tassello di una serie completa di interventi. Si trascura spesso il problema delle emissioni delle industrie e delle caldaie. I controlli sono stati demandati agli enti locali, che non hanno però mezzi e risorse per portarli a termine».
Monta intanto anche la protesta dei possessori di auto non catalizzate, costretti a lasciare spesso la macchina in garage. «Subiamo un’ingiustizia sociale – dice il portavoce, Vittorio Mottola – Il provvedimento che limita la circolazione di questi veicoli tra l’altro crea situazioni paradossali e non porta alcun beneficio reale. Basti dire che, in provincia di Como, le restrizioni sono in vigore esclusivamente in 14 comuni».

Nella foto:
Il traffico lungo il “girone” è una delle cause che concorrono alla crescita dell’inquinamento da polveri sottili (fotoservizio Mv)
27 gennaio 2011

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